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Fermato pakistano legato alla Jihad, Fabio Rolfi (Lega Nord): “Ennesimo caso nel Bresciano”

mercoledì, 18 marzo 2015

Brescia –  Ahmed Riaz, pakistano di 30 anni, è stato fermato dai carabinieri del Ros di Brescia. L’uomo è accusato di far parte di una rete che ha finalità terroristiche e già raggiunto lo scorso febbraio da un provvedimento di espulsione dal ministro dell’Interno, sarà allontanato dall’Italia e scortato fino in Pakistan. Noto anche come Humayun, è stato fermato nell’ambito delle intensificazioni del monitoraggio di personaggi ritenuti sensibili dal punto di vista del terrorismo di matrice confessionale. Riaz è accusato di aver intrattenuto frequenti contatti su social network, condividendo fotografie, video e altro materiale di ispirazione jihadista, con estremisti antioccidentali.

 LE REAZIONI

Non mancano le reazioni. “Si tratta dell’ennesimo caso di immigrato islamico coinvolto in rapporti più o meno espliciti con l’integralismo islamico, fermato ed avviato ad espulsione grazie al lavoro delle forze dell’ordine, compito reso ancor più arduo dai tagli del Governo Renzi-Alfano”. Così Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia in merito al fermo di un 30enne pakistano nel Bresciano con legami con il terrorismo.

“In Provincia di Brescia – prosegue il consigliere regionale leghista – non mancano moschee e centri islamici eCarabinieri e polizia 1 (2) continuano a fiorire associazioni culturali di stampo musulmano, le cui comunità pontificano in merito a “diritti per tutti” e si sforzano di indicare l’esistenza di un islam organizzato di stampo moderato. In questo contesto mi riesce difficile non domandarmi come mai soggetti in odore di estremismo se non addirittura legati alla Jihad militante, non vengono mai segnalati dalle loro stesse comunità di appartenenza alle forze dell’ordine. È forse possibile che nessuno si accorga della loro presenza? Oppure, come in certe zone dove la mafia comanda, anche tra gli islamici bresciani prevale l’omertà?”

“Servono gesti concreti, azioni di isolamento e denuncia di questi invasati, perché solo in questo modo si potrà credere davvero che esista un islam moderato e rispettoso delle nostre regole civili e – conclude Fabio Rolfi – dei valori occidentali”.

Quello del Pakistano fermato a Brescia è l’identikit perfetto per comprendere il fallimento del Governo Renzi in materia di immigrazione clandestina e infiltrazioni terroristiche”. Lo dice Viviana Beccalossi,
assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo di Regione Lombardia, commentando il caso del Pakistano fermato dai carabinieri del Ros e accusato di aver intrattenuto frequenti contatti su social network, condividendo fotografie, video e altro materiale di ispirazione jihadista, con estremisti antioccidentali e congratulandosi per l’ottimo lavoro effettuato dagli uomini dell’Arma.

POLITICHE DELL’IMMIGRAZIONE

“L’Italia – aggiunge Beccalossi -, con le politiche  dell’immigrazione e dei profughi volute dai recenti Governi di centrosinistra, è diventata una porta girevole per delinquenti e affiliati al terrorismo. Brescia, prima provincia italiana nel rapporto tra abitanti ed extracomunitari, ne è l’esempio lampante.  Il caso di oggi è la prova evidente di come questo infinito buonismo e un’accoglienza ‘a tutti i costi’ generino situazioni così gravi e pericolose”.


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