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Ex Selca: il Tar di Brescia dà ragione a Provincia e Comune di Berzo Demo. Respinta la sospensiva, l’area va bonificata

giovedì, 16 luglio 2015

Berzo Demo – Il Tar di Brescia ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da curatore ed ex amministatori di Selca, l‘azienda fallita e al centro di una vicenda giudiziaria.

Il Tribunale amministrativo bresciano ribadisce la posizione: “chi inquina paga”.  Di fatto i giudici amministrativi non hanno accolto la richiesta di sospensiva avanzata da curatore e dagli amministratori di Selca contro le ordinanze della Provincia di Brescia e Comune di Berzo Demo.

La richiesta del ricorso riguardava l’annullamento, previa sospensiva, del provvedimento del Direttore Settore Ambiente della Provincia che ha diffidato Piergiorgio Bosio, Flavio Bettoni, Ettore Vacchina e Giacomo Ducoli, a provvedere alla messa in sicurezza di emergenza dell’area e a presentare il piano di sistemazione e bonifica dell’area.

Dunque la curatela fallimentare è tenuta ad eseguire – secondo  il Tar di Brescia “la rimozione dei rifiuti anche prima che sia accertata in giudizio la sua posizione di responsabile dell’inquinamento”.

Insomma, non si dovrà attendere né la seduta del processo penale per traffico internazionale di rifiuti fissata per il prossimo 27 ottobre né l’udienza per discutere il marito della sentenza del Tar fissata il prossimo 10 febbraio, che nel frattempo ha già dato un’indicazione molto chiara su chi èBerzo Demo 1 tenuto da subito ad intervenire.

Secondo i giudici del  Tar di Brescia l’inquinamento è da riferire all’incuria dei materiali Selca visto che l’inquinamento da Fluoruri proviene certamente da lì e ribadisce che è competenza del curatore intervenire sia per la messa in sicurezza che per la bonifica.

Relativamente all’accertamento delle responsabilità dell’inquinamento la posizione di Giacomo Ducoli (curatore), Flavio Bettoni e gli altri amministratori Piergiorgio Bosio ed Ettore Vacchina è rinviata alla trattazione nel merito con udienza pubblica fissata pere il 10 febbraio 2016.

La sentenza del Tar mette un altro punto fermo alla delicata vicenda che vede al centro di una serie di indagini l’area produttiva e quanto rimane dello stabilimento che fu di Selca Spa, dichiarata fallita il 10 giugno 2010.


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