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Esine: la riforma sanitaria continua a dividere la politica camuna. Il PD chiede incontro a Maroni, il gruppo Alpes: “Difesa l’autonomia della valle”

martedì, 14 luglio 2015

Esine – La riforma sanitaria divide la politica camuna: da una parte il Partito Democratico con i 26 sindaci di area di centrosinistra del Gruppo Civico in Comunità Montana, dall’altra parte i 15 sindaci del Gruppo Alpes di area di centrodestra, la Lega Nord e il presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl di Valle Camonica Sebino, Fiorino Fenini.

Anche i consiglieri regionali sono divisi: Angelo Fabio Fanetti (Lista Maroni presidente) e Donatella Martinazzoli (Lega Nord) da una parte, Corrado Tomasi (PD) dall’altra; i primi favorevoli, il secondo contrario.

LE POSIZIONIEsine passerella 2
Secondo il gruppo PD l’accorpamento tra la sanità camuna e quella valtellinese è una perdita di autonomia per la Valle Camonica, invece il gruppo Alpes pensa che la creazione di un’Agenzia Sperimentale della Montagna, che unisce la Valle Camonica ad altri territori montani come Sondrio, sia invece un grande risultato.

Una sperimentazione da valutare poi con altre ricadute legate all’autonomia dei territori montani, come avvenuto di recente per Sondrio sul discorso idrico.

Intanto il PD con una raccolta firme che chiede di difendere l’autonomia camuna, per il centrodestra l’autonomia camuna è già stata difesa, ricordando che la riforma impone degli accorpamenti dovuti ai tagli dello Stato e quello con Sondrio permette di dare più voce con più forza, alla sanità di montagna. Inoltre il PD sostiene che che la Valle Camonica doveva essere accorpata con Brescia.

I commenti della popolazione camuna si sprecano e liquidano la vicenda con “Siamo alle strumentalizzazioni politiche e a questioni di poltrone”. Infatti  con questa riforma regionale, che arriverà in aula oggi e che sarà discussione a oltranza anche nelle prossime settimane (quindi potrebbe cambiare qualcosa in sede di stesura), per il cittadino non cambierà nulla a livello di trasferimenti, di visite, di mobilità perché i due ospedali, Edolo ed Esine, rimarrebbero.

I sindaci del Gruppo Alpes mettono in guardia: “L’accorpamento con Brescia porterebbe a mettere in pericolo l’ospedale di Edolo”. Infine i sindaci del PD hanno annunciato l’intenzione di incontrare il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il quale nel frattempo ha incontrato alcuni esponenti della Lega Nord camuna rassicurandoli sulla tutela dell’autonomia camuna, della sanità di montagna e sugli obiettivi della riforma.

LA RIFORMA

Nella riorganizzazione della sanità lombarda, con tagli e accorpamenti ovunque, è prevista l’istituzione di una ATS (Agenzia di Tutela della Salute) della Montagna e anche l’istituzione di una ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) di Valle Camonica che ricomprende anche la relativa azienda ospedaliera. In questa nuova configurazione Valle Camonica e Valtellina sarebbero in un’unica ATS. Rimarranno l’ospedale di Esine e quello di Edolo e i relativi servizi. Ognuno potrà inoltre rivolgersi alle strutture ospedalieri che preferisce in assoluta libertà. “Vogliamo solo rendere il sistema ancora più efficiente” – ha affermato Maroni – e questo porterà ad un risparmio di circa 300 milioni. I soldi risparmiati saranno reinvestiti nel sistema”.


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