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Educazione nelle scuole: i contributi dei carabinieri trentini e la formazione della ‘Cultura della legalità’

martedì, 12 settembre 2017

Trento – “Uno dei nostri obiettivi primari, non facile, non solo per l’alto valore morale intrinseco, è educare i giovani alla legalità, al rispetto, diffondendo la cultura dei valori e della giustizia attraverso il contatto diretto con il mondo della scuola“. È questo uno degli ambiziosi progetti dell’Arma dei Carabinieri, è questo lo spirito che anima, ormai da decenni, gli incontri che in tutta Italia i carabinieri tengono con i giovani delle scuole italiane.

Sviluppatosi nell’ambito degli incontri di orientamento per gli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore, l’impegno dell’Arma nelle scuole è ben presto divenuto una campagna di “educazione alla legalità”, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo negli studenti di una coscienza sociale basata sul rispetto di se stesso, dell’altro, delle regole e delle leggi.

In quest’ottica gli incontri, che rientrano in un protocollo nazionale voluto dal MIUR e l’Arma dei Carabinieri, interessano tutti gli studenti delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado ed è con questo spirito che l’Arma presenta nel proprio sito internet, www.carabinieri.it, un’intera sezione tematica dedicata ai “consigli per i più piccoli”, proponendosi, attraverso l’animazione di favole, fiabe e fumetti, di sensibilizzare i più giovani su tematiche di interesse sociale quali il bullismo, la pedofilia, il vandalismo e ogni altra forma di comportamento deviante o diseducativo.

Gli incontri, pur partendo da una presentazione iniziale degli argomenti, hanno sempre sviluppato un dialogo con gli studenti presenti, tenendo vivo il loro interesse e dando soddisfazione alle loro curiosità al fine di rispondere il più possibile alle aspettative dei ragazzi.

Inoltre, qui in Trentino, l’Arma locale è anche uno dei partner della Provincia Autonoma di Trento che siede al  “Tavola della legalità” che affronta, in particolare, il difficile compito di contribuire alla formazione della cultura della Legalità in ottica trasversale ed unitaria, finalizzata a far comprendere ai ragazzi l’importanza di vivere in una società condivisa, proiettata nel vivere insieme, rispettandosi l’un con l’altro, esaltandone le caratteristiche di ogni singolo cittadino.

Oggi, prima di parlare con i giovani dei valori della legalità intesa in senso ampio, si richiede perciò che tutte le Istituzioni, dagli organi statali alle famiglie e alla scuola, diano un costante e corretto esempio di applicazione di quei principi fondamentali, indispensabili per sviluppare una coscienza civile.

Un progetto così ambizioso deve, peraltro, trovare forza e spinta nelle motivazioni e nell’esempio di quanti lo sostengono e, prima ancora, degli attori principali del contesto sociale.

L’esempio deve infatti partire proprio da coloro che, nelle Istituzioni, nelle famiglie e nelle scuole, si pongono come “maestri di vita”, relazionandosi con i giovani attraverso un impegnativo dialogo che richiede serietà, concretezza e, soprattutto, onestà.

Ai ragazzi occorre parlare non solo di diritti, ma anche di doveri, insegnando loro che nella vita, se vogliono essere rispettati, devono imparare a rispettare  prima di tutto se stessi, gli altri e l’ambiente circostante.

Solo così sarà possibile convincerli che diritti e doveri rappresentano un binomio inscindibile e che l’osservanza delle regole di vita va considerata come un’opportunità per crescere insieme, non come un limite al proprio essere.

Noi Carabinieri del Trentino, l’Arma dei Carabinieri tutta vuole esser d’esempio per i nostri ragazzi, cercando di sviluppare in loro e rafforzare in noi i valori della Giustizia, della Fedeltà, del sacrificio, della solidarietà …“.

Nella conferenza sul contributo dei carabinieri all’educazione alla legalità, si è anche presentato il pieghevole Stop il bullo sul bullismo (le diverse Forme, i consigli per i ragazzi, genitori e insegnanti) tradotto nella lingua ladina, mochena e cimbra, grazie ai tre istituti linguistici e culturali. L’iniziativa fortemente voluta dai carabinieri trentini vuole testimoniare la vicinanza e l’attenzione che l’arma ha verso “tutti” i cittadini, nessuno escluso, contribuendo anche alla valorizzazione del patrimonio etnografico e culturale delle popolazioni trentine promuovendo la cultura delle tre etnie presenti nella provincia di Trento anche con fini di tutela sociale. A testimonianza della pregevole iniziativa anche il Direttore del Bersntoler Kulturinstitut Mauro Buffa (lingua Mochena) e la Procuradora del Comun General de Fascia Elena Testor che hanno fortemente voluto essere presenti (Icimbri hanno fatto giungere la loro manifestazione di vicinanza, non essendo potuti essere presenti).


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