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Edolo, proseguono le indagini dopo l’operazione antiterrorismo. Il Procuratore Generale di Brescia: “In corso altri accertamenti”

martedì, 3 gennaio 2017

Edolo – Le indagini sui legami tra il tunisino residente a Edolo (Brescia) espulso dall’Italia e presunti terroristi prosegue. Lo riferisce il Procuratore Generale di Brescia, Pier Luigi Maria Dell’Osso, che oggi in un’edizione su Corriere della Sera di Brescia parla delle indagini. “L’espulsione – sottolinea il Procuratore Generale di Brescia – non significa conclusione delle indagini”.

bendhiab-nasreddinL’operazione antiterrorismo portata a termine in Valle Camonica, con il fermo e il rimpatrio di Nasreddine Ben Dhiab (nella foto), 23enne tunisino che progettava attentati evidenzia il gran lavoro degli inquirenti, Procura, Polizia e Carabinieri, per prevenire situazioni pericolose e attentati di matrice islamica. Secondo il Procuratore Generale di Brescia l’attenzione deve essere tenuta alta, anche perché la Lombardia orientale attrae soggetti alla ricerca di contatti, relazioni con terroristi.

Sull’operazione antiterrorismo interviene il sottosegretario alla Presidente di Regione Lombardia, Gustavo Cioppa: ” Come Regione dobbiamo essere assolutamente vicini alla Procura Generale di Brescia e al suo procuratore generale Pier Luigi Mario Dell’Osso per il grande lavoro investigativo che i suoi uffici stanno compiendo sulla figura di Nasreddine Ben Bhiab: il tunisino espulso perche’ sospettato di progettare attentati. Il lavoro di Brescia e’ preziosissimo ed e’ un sicuro argine al diffondersi dello jhadaismo in Lombardia soprattutto in quei territori piu’ periferici rispetto alla metropoli milanese”. “Del resto – prosegue il sottosegretario – e’ da almeno 12 anni che la procura bresciana e’ un validissimo baluardo nei confronti del terrorismo islamico, infatti ha compiuto inchieste nei confronti degli imam radicali che hanno portato alla condanna in tutti i gradi di giudizio. A questi uffici va riconosciuto il merito di aver smantellato, assieme alla procura milanese, la cellula tunisina-marocchina che faceva capo ad Al Qaeda pronta a compiere attentati alla metropolitana milanese e al duomo di Cremona. Una cellula che operava in tutta la Lombardia: da Milano a Cremona, da Bergamo a Brescia. Un lavoro inteso e proficuo che ha messo al riparo la nostra Regione da pericolosi atti di sangue a cui va tutta la nostra riconoscenza”.


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