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Edolo ospita 400 persone al “Capitolo” delle comunità Exodus. Intervista a don Mazzi

giovedì, 28 settembre 2017

Edolo – Oltre quattrocento tra responsabili e volontari parteciperanno fino a domenica sera al “Capitolo” delle comunità Exodus con il fondatore don Antonio Mazzi al centro logistico di Edolo (Brescia). I primi arrivi in mattinata e ad accoglierli al centro logistico c’erano don Antonio Mazzi e Fortunato Pogna, responsabile della comunità Exodus di Sonico che ha organizzato l’appuntamento del 2017 in Valle Camonica.

Per noi – spiega Fortunato Pogna - è un momento importante, al centro logistico di Edolo saranno accolti circa 400 persone, provenienti da tutta Italia, e sarà l’occasione di un confronto su quanto finora realizzato e gettare le basi per il futuro“. Don Antonio Mazzi ha raggiunto la Valle Camonica in anticipo, a Darfo ha incontrato i ragazzi dell’istituto Olivelli.

Il “Capitolo”, momento fondamentale per tutte le Case Exodus sparse in tutta Italia, è in programma fino al 1 ottobre: Edolo è “invasa pacificamente” da 400 ragazzi ed educatori che faranno il punto della situazione e progetteranno il programma per il 2018. Il primo appuntamento è stato nel pomeriggio con l’intervento di don Antonio Mazzi, fondatore di una quarantina di comunità in tutta Italia, e in serata il concerto del gruppo “I Luf” con il camuno Dario Canossi.  Seguiranno altre tre intense giornate di confronto.

don mazziINTERVISTA A DON MAZZI (VIDEO IN FONDO)

Don Antonio, perché avete scelto Edolo?

“Quest’anno il nostro “Capitalo” si tiene in Valle Camonica. Ogni anno a settembre ci ritroviamo per confrontarci tra noi: nel 2017 abbiamo scelto Edolo e devo ringraziare chi l’ha organizzata in questo bellissimo luogo”.

In questi giorni cosa farete?

“Ci confronteremo tra noi, sarà una verifica di quanto svolto nell’ultimo anno e guarderemo al futuro, alle necessità di interventi e alle scelte che obbligatoriamente dovremo fare”.

In che senso?

“Io ho una certa età, quindi è logico che pensi di passare il testimone a qualcuno o qualcuna, di guardare al futuro e trovare una via. In questo senso a Edolo in questi giorni porrò la questione del futuro e insieme cercheremo la soluzioni migliori per le circa quaranta comunità Exodus a livello nazionale”.

Da quando ha fondato la prima comunità ad oggi cosa è cambiato?

“Tantissimo. All’inizio, diciamo  trent’anni fa, c’era solo la questione della tossicodipendenza, poi sono arrivate altre emergenze e oggi siamo di fronte a dipendenze chimiche che coinvolgono soprattutto gli adolescenti. E’ a quest’ambito che ci rivolgiamo, dalle famiglie alla scuola, per trovare una soluzione. Oggi è necessario avere più interlocutori e rivolgersi a un pubblico molto ampio con progetti concreti”.

Quindi da Edolo uscirà un messaggio forte?

“Il nostro messaggio è sempre forte, diciamo che in questi giorni a Edolo sentiremo le diverse esperienze e necessità, poi avvieremo un percorso per coinvolgere adolescenti e giovani”.

Ad esempio?

“I riferimenti non mancano, parlo di don Bosco, ma ci sono anche progetti di sport e divertimento sano, lontani anni luce da chi propone qualcosa che va contro la stessa persona, lo stesso giovane”.

VIDEO


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