QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Edolo, il futuro dell’ospedale e della sanità camuna. Ecco le risposte del manager Stradoni

domenica, 6 novembre 2016

Edolo – Un futuro incerto per gli ospedali della Valle Camonica, in particolare per la realtà di Edolo. Le criticità della struttura ospedaliera dell’Alta Valle Camonica sono note e la conferma è arrivata ieri sera nell’incontro pubblico, organizzato dall’Amministrazione comunale nella sala civica di via Porro a Edolo, che ha visto la presenza di oltre 150 persone.edolo-sanit

Sono intervenuti, oltre al sindaco Luca Masneri, il direttore generale ASST Montagna, Raffaello Stradoni, quindi Franco Berardi, segretario della Cisl funzione pubblica di Brescia e Valle Camonica, oltre che responsabile lombardo del medesimo sindacato, e i segretari generali di Cgil, e Uil. In sala erano presenti anche i sindaci di Corteno Golgi (Martino Martinotta), Sonico Gian Battista Pasquini) e Paisco Loveno (Dino Mascherpa) e gli assessori di Edolo e di Malonno.

L’INTERVENTO DEL SINDACO MASNERI

berardi-masneri-stradoni-1

L’incontro – introdotto dal sindaco Luca Masneri – era sul futuro dell’ospedale di Edolo e dei servizi sanitari, alla luce anche dell’attuazione della legge regionale 23 che di fatto ha cambiato il quadro e il tipo di erogazione dei servizi, soprattutto in Valle Camonica. “Infatti – ha sottolineato il primo cittadino di Edolo – con la riforma regionale la Valle Camonica ha perso l’autonomia che aveva ottenuto nel 1998, per essere accorpata nell’ATS e ASST di Montagna, assetto peraltro contestato anche dai sindaci del territorio, e questa è la nostra sconfitta perché la Valle Camonica non si è presentata con una proposta unitaria a livello politico-amministrativo”.

Ora si tratta di capire quale futuro ci sarà per l’ospedale e, alla luce anche della recente ipotesi di chiudere 13 posti letto dei 26 di riabilitazione, crescono le preoccupazioni sul futuro dell’ospedale di Edolo e sui servizi che saranno erogati dal 2017. In discussione c’è il POAS, che sta per essere definito a breve e il primo cittadino di Edolo ha chiesto al manager della sanità: “Spero non vengano applicati gli indici delle grandi città, altrimenti non ci siamo e questo territorio sarà sempre penalizzato”. (Nella foto sopra Berardi, Masneri e Stradoni)  

LA POSIZIONE DI FRANCO BERARDI

Nelle scorse settimana la Cisl e Arturo Minelli, già consigliere regionale, hanno lanciato l’allarme sull’ospedale di Edolo. Intervenendo all’assemblea pubblica Franco Berardi, segretario provinciale della Cisl Funzione Pubblica, ha rimarcato che “è riduttivo parlare della questione sanità solo sui posti letto, la questione principale è l’erogazione dei servizi e la loro qualità, che deve essere mantenuta in un’area svantaggiata quale può essere la Valle Camonica”.

I temi sollevati da Franco Berardi sono numerosi e vanno dalla diagnostica all’attuazione di prestazioni per malati cronici e acuti. Tra l’altro in una realtà dove la popolazione inattiva e anziana ha superato quella attiva, quindi con una serie di interventi che devono essere specifici.

LE PROPOSTE DEL MANAGER ASST, RAFFAELLO STRADONI

Nell’assemblea la parte del leone l’ha fatta il direttore generale ASST Montagna, Raffaello Stradoni, che ha risposto al quesito della serata ed è andato oltre, fotografando il quadro sulla sanità camuna. “Non è vero – ha detto Raffaello Stradoni – che non ci sono ricette per la sanità e non è questione di risorse, semmai è la qualità e il tipo di servizi che devono essere tenuti in considerazione”.

Tra i modelli di sanità proposti dal dottor Stradoni spicca quello di una mutualità diffusa, presenta negli Stati Uniti e chiamata HMO, ossia servizi diffusi sul territorio. “Su questo territorio – è l’analisi del direttore generale ASST – quando di parla di ospedale si deve necessariamente parlare di Edolo ed Esine assieme, perché i problemi sono comuni, quindi con specialisti che vedono integrarsi le due realtà e nel caso del Pronto Soccorso i due ospedali sono in simbiosi”. “La questione principale – ha aggiunto  - è che non si trovano medici specialisti, perché Edolo ed Esine non sono appetibili, essendo distanti dalle grandi città.

Una soluzione sarebbe quella di un integrativo salariale per cercare di creare appeal, però qui ci dev’essere una deroga al contratto nazionale per un’area cosiddetta svantaggiata”.  Secondo Raffaello Stradoni la Valle Camonica non è appetibile e quindi occorre trovare soluzione che superino questo ostacolo. Sul POAS ci sono tre filoni: urgenza-emergenza, patologie acute e patologie croniche. Sull’urgenza presto sarà utilizzabile 24 ore su 24 la piazzola di atterraggio dell’elisoccorso a Esine, mentre per i servizi delle patologie acute e croniche. L’ipotesi avanzata è di avviare una collaborazione con Brescia e Chiari, in grado di fornire servizi di qualità.

“Nostra intenzione – è la conclusione di Raffaello Stradoni – è migliorare i servizi e le strutture esistenti, potenziando la collaborazione tra le diverse realtà esistenti sul territorio camuno e bresciano. Il primo passo sarà comunque quello di rendere appetibile un lavoro nelle nostre strutture, di avere personale medico e infermieristico di alta qualità per erogare servizi adeguati per la popolazione della Valle Camonica”.

L’assemblea pubblica ha visto nelle fasi finali diversi interventi di esponenti del mondo sindacali, amministratori e dello stesso sindaco Masneri e tutti sono andati in un’unica direzione: la Valle Camonica deve mantenere prestazioni sanitarie di alta qualità.

VIDEO


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136