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Edolo, cresce il network Unimont. Intesa con altre tre università: Pavia, Piemonte Orientale e della Tuscia

sabato, 16 aprile 2016

Edolo – L’università della montagna ha stipulato tre nuove convenzioni con le università di Pavia, del Piemonte Orientale e della Tuscia. Vanno a unirsi a quelle di Brescia, Firenze, Padova e Torino, che già dal 2013 fanno parte del network Unimont.

L’obiettivo – illustrato da Anna Giorgi, direttrice della Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna (Ge.S.Di.Mont.) – “è costruire una rete per le montagne, unendo le forze e creando potenzialità, supportarsi nelle situazioni complesse e trovare soluzioni che ottimizzino la gestione del territorio e i costi, oltre a soddisfare le esigenze delle Comunità. Unimont sta lavorando intensamente per la costruzione di un network di cui fanno parte Università italiane e straniere, Enti pubblici e privati, Associazioni, Organizzazioni e Gruppi di interesse, proprio al fine di dare risposte univoche ed efficaci alle problematiche che sono comuni ai territori montani”.

Università montagna

“Il network Unimont – prosegue Anna Giorgi – continua ad ampliarsi e, come previsto dall’Accordo di Programma con il MIUR per l’”Università della Montagna”, il Centro di Edolo si sta impegnando a promuovere il coinvolgimento di altre sedi universitarie italiane che si dedicano allo studio di aspetti specifici della montagna, con l’obiettivo di dar vita a un “HUB culturale” diffuso e cooperante con un coordinamento unitario che diventi punto di riferimento per l’analisi e lo studio dell’insieme delle complesse tematiche che investono le terre alte”.

L’Università degli Studi di Milano tramite il Centro Interdipartimentale per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna (Ge.S.Di.Mont.) e il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali (DISAA) ha infatti stipulato tre nuove convenzioni con l’Università degli Studi di Pavia, l’Università degli Studi del Piemonte Orientale e l’Università degli Studi della Tuscia, al fine di cooperare nell’ambito di iniziative riguardanti le tematiche montane, rafforzandone l’impatto e ampliandone l’efficacia a livello nazionale.

“L’Università della Montagna, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Programma con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, rafforza il suo impegno per creare una rete accademica a livello nazionale che si occupi dello studio, della valorizzazione e dello sviluppo delle aree montane.

Le sette Convenzioni che la nostra Università ha ad oggi stipulato con altri Atenei italiani vanno infatti a formare una potenziale “cordata” accademica che copre una parte significativa del territorio montano italiano, con atenei della Lombardia, del Veneto, del Piemonte, della Toscana e del Lazio. Se aggiungiamo anche le convenzioni e le numerose collaborazioni con Istituzioni ed Enti pubblici e privati che operano per lo sviluppo e la valorizzazione delle montagne a livello nazionale e internazionale (UNCEM, FEDERRBIM, FMI, EUROMONTANA, numerose Fondazioni nazionali, ecc.) si ottiene un network dal grande potenziale sia per rispondere alle esigenze formative che per le istanze di innovazione e modernizzazione dei territori montani. Una rete importante da capitalizzare e da valorizzare sempre più, anche in chiave europea, nell’ambito di programmi dedicati alla formazione e allo sviluppo territoriale, ma anche nel contesto delle strategie macroregionali europee come EUSALP, strategia macroregionale per la regione alpina varata all’inizio dell’anno e caratterizzata dall’individuazione del territorio montano quale contesto territoriale comune, sfidante e da valorizzare in un’ottica di sistema, con azioni e interventi innovativi e sovranazionali, basati sul rafforzamento delle sinergie e delle collaborazioni tra centri urbani e rurali/montani, e al potenziamento dei settori strategici per l’economia dell’intera area alpina, che oltre alle Alpi include grandi metropoli come Milano, Monaco, Lione, Lubjana”, è la conclusione di Anna Giorgi.

I COMMENTI
“L’Università del Piemonte Orientale ha sempre avuto molto a cuore il tema dello sviluppo delle zone montane, sia da un punto di vista pratico sia in un’ottica legata alla ricerca e alla formazione delle professionalità responsabili delle scelte collettive e dello sviluppo locale. Penso, per esempio, agli accordi stipulati con l’Unione dei comuni e degli enti montani e al Corso di specializzazione “Territori di montagna e sviluppo locale: progettare con i fondi europei”, organizzato da ARS.UNI.VCO e diretto a livello scientifico proprio da docenti UPO. La convenzione con l’Università degli Studi di Milano e la collaborazione con Ge.S.Di.Mont. procedono nel solco di questa tradizione e sono espressioni concrete del nostro impegno convinto di public engagement.

Il tema dello sviluppo consapevole dei territori di montagna, in un Paese come il nostro, è da considerarsi strategico in prospettiva culturale, economica e ambientale. Un approccio scientifico su scala macro regionale, tradotto in maniera efficace in questo accordo interuniveristario, è il primo passo per la sua realizzazione”, Cesare Emanuel, rettore dell’Università del Piemonte Orientale.

“Apporteremo al network nuove competenze territoriali – in particolare per l’Appennino Settentrionale – e tematiche. Tra i temi di ricerca scientifica e trasferimento tecnologico della nostra università rientrano infatti l’adattamento e mitigazione delle piante al cambiamento climatico (es. progetti GLORIA, L-TER, NEXT DATA), la conservazione e la valorizzazione dell’agrobiodiversità in piante spontanee utili all’uomo e cultivar tradizionali locali (Landraces), con attività di conservazione a lungo termine dei semi in Banca del Germoplasma e progetti di rilancio produttivo con aziende agricole e aree protette”, Graziano Rossi, Professore Ordinario di Botanica Ambientale ed Applicata presso l’Università di Pavia.

“L’Università della Tuscia ha riconosciuto nella gestione sostenibile dei territori montani un ambito strategico per la conservazione delle risorse naturali e lo sviluppo economico dell’intero Paese e per questo motivo ha varato il corso di laurea in Scienze della Montagna che già al suo esordio ha riscosso grande interesse. La convenzione con l’Università di Milano e l’adesione contemporanea alla rete Unimont consente ora di proporre al Paese un’offerta formativa completa per preparare laureati esperti in gestione degli ambienti montani alpini e mediterranei. La nostra Università porta in dote alla rete l’esperienza e i risultati di tanti progetti di ricerca europei e nazionali, la competenza acquisita in vari progetti LIFE sulle foreste montane, quella derivante dalla redazione dei piani di gestione forestale e agricola di tanti Parchi Nazionali e aree protette, le capacità di ricerca e progettuali in settori complessi e infine, due società scientifiche dedicate a temi di grande rilevanza per i territori montani: la Società Italiana di Restauro Forestale (SIRF) e la Società Italiana di Scienze della Montagna (SISM)”, Bartolomeo Schirone, Professore ordinario di Selvicoltura e Assestamento forestale presso l’Università della Tuscia e presidente del Corso di laurea in Scienze della Montagna.

 


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