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Edolo: chiuso il Capitolo delle Comunità Exodus con un messaggio di don Antonio Mazzi

lunedì, 2 ottobre 2017

Edolo – “Grazie dell’accoglienza, qui mi sono trovato a casa, in una grande famiglia”. Sono le parole di don Antonio Mazzi, fondatore delle comunità Exodus, al termine del “Capitolo” che si è tenuto negli ultimi quattro giorni al centro logistico di Edolo (Brescia). Quattro giorni intensi tra riflessioni, confronti e anche momenti festa, come quella che sabato pomeriggio ha coinvolto il centro di Edolo oppure il concerto del gruppo “I Luf” di Dario Canossi (clicca qui per l’intervista a don Mazzi).

Durante i quattro giorni ci sono stati anche incontri e celebrazioni con la presenza del parroco di Edolo, don Giacomo Zani, visite ufficiali, ad esempio i sindaci di Edolo, Luca Masneri, e di Sonico, Gian Battista Pasquini, del Tenente Colonnello Salvatore Malvaso, comandante della compagnia carabinieri di Breno, del comandante della stazione carabinieri di Edolo Rosario Fazio e del Tenente Colonnello Leonardo Mucciacciaro, comandante della base logistica, inoltre la località camuna ha adottato don Antonio Mazzi.

I 400, tra responsabili e volontari che hanno partecipato fino a ieri sera al “Capitolo” delle comunità Exodus, con il loro fondatore, hanno tracciato un bilancio sul passato e dato uno sguardo al futuro. “Sono stati giorni intensi – spiega Fortunato Pogna, responsabile della comunità Exodus di Sonico e organizzatore dell’evento a Edolo -. Quest’anno avevamo il compito di organizzare il nostro “Capitolo” e ci siamo riusciti. All’inizio avevamo un po’ di timore, poi grazie all’aiuto del polo logistico e di chi ci ha sostenuto, siamo riusciti nel migliore dei modi”.

Il “Capitolo” che viene organizzato ogni settembre in una realtà diversa, è un momento fondamentale per tutte le 40 comunità “Exodus” italiane. Quest’anno Edolo è stata invasa da 400 tra ragazzi ed educatori.

Uno dei nodi da sciogliere sul futuro era il passaggio di testimone alla guida delle comunità “Exodus”, don Mazzi ha posto il problema che sarà affrontato nei prossimi mesi. Fortunato Pogna ha indicato una strada e commentato: “Don Antonio sarà sempre il nostro riferimento e dalla sua semina uscirà una o più persone che potranno raccogliere il suo testimone. Non dobbiamo preoccuparci del futuro”.


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