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Dissesto idrogeologico in Valle Camonica: Beccalossi dà il via al monitoraggio

giovedì, 27 giugno 2013

Breno – La difesa del suolo è uno dei principali obiettivi in Valle Camonica. Gli ultimi episodi, soprattutto quello del Ponte Lungo di Cevo, sono una spia dell’allarme. ”Per Regione Lombardia la difesa del territorio dal rischio di frane e alluvioni è una priorità. Per questo stiamo realizzando un Piano straordinario di interventi finanziato con fondi regionali pari a 140 milioni  di euro, cui vanno aggiunti altri 70 milioni messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente, che sta interessando  163 opere. Considerata l’importanza della materia, la Giunta regionale ha inoltre previsto un ulteriore stanziamento di altri 10 milioni nell’assestamento di Bilancio 2013″. Lo ha detto l’assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo della Regione Lombardia Viviana Beccalossi, presentando  i risultati di uno studio idrogeologico della valle attraversata dai fiumi Mella e Garza,che interessa 18 Comuni bresciani. ”Tutto il territorio nazionale - continua l’assessore Beccalossi – registra sempre più spesso notizie di cronaca, che ne testimoniano la fragilità di froncamaiore franete agli eventi naturali, spesso aggravata da incuria, mancanza di manutenzione e cattiva pianificazione. Con progetti come questo, invece, parliamo di prevenzione, fondamentale per minimizzare i rischi per la popolazione, le infrastrutture, le attività economiche e agricole”. “Negli ultimi anni – ha aggiunto l’assessore – in buona parte del territorio regionale sono stati attivati simili accordi di pianificazione, che coinvolgono gli Enti locali, responsabilizzano i singoli Comuni a monitorare i propri punti deboli e mettono in rete le informazioni utili sia per la pianificazione urbanistica sia ai fini di protezione civile”.  Nel caso della provincia di Brescia, nel settembre 2012 è stato presentato un progetto di monitoraggio per la Valcamonica, così come sono in fase di realizzazione quelli sottoscritti per altre aree.”Le caratteristiche del nostro territorio – ha concluso Viviana Beccalossi – impongono di tenere alta l’attenzione e investire in prevenzione. Studi come quello presentato oggi sono il miglior esempio di questa politica”


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