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Dissesto idrogeologico in Val Rabbia, la Regione stanzia 40 mila euro per il rilevamento frana

sabato, 26 luglio 2014

Sonico – Altre risorse  per salvaguardare Sonico e il suo territorio. La Giunta regionale ha deliberato, su proposta dell’assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi, uno stanziamento di 40mila euro per ripristinare il sistema di rilevamento della frana in Val Rabbia, in Comune di Sonico (Brescia). La zona è stata recentemente interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico, con “colate” di detriti nella zona di confluenza tra il torrente Val Rabbia e il fiume Oglio.

INTERVENTI DI SICUREZZAfrana sonico

“Si tratta – ha detto Viviana Beccalossi- di rimessa in funzione di alcune stazioni di monitoraggio che erano rimaste danneggiate dagli ultimi eventi. Inoltre, verrà potenziato il software di gestione in capo all’ufficio tecnico del Comune, in modo da assicurare una più efficace azione di allerta e di attivazione delle procedure per garantire la sicurezza degli abitanti e quella della strada statale di collegamento con l’alta Valle Camonica, potenzialmente interessata da eventuali frane”.

LE OPERE IN VALLE CAMONICA

“La nostra attenzione per il territorio della Val Rabbia e, più in generale, di tutta la Valle Camonica – ha proseguito l’assessore – è costante e finalizzata alla sua messa in sicurezza. In questi mesi sono stati finanziati in tutta la Valle Camonica ben 31 interventi di difesa del suolo, per un importo di oltre 29 milioni di euro. Tra questi riveste la massima importanza il piano di opere per la sistemazione dell’alveo dell’Oglio a Sonico, sul quale abbiamo investito 4 milioni di euro e la regimazione idraulica del fiume a Esine, Piancogno e Cividate Camuno, per un importo di 2,1 milioni di euro”. ”Questo complesso sistema di opere – ha concluso Viviana Beccalossi -, che comprende anche il ripristino delle stazioni di monitoraggio, è finalizzato a garantire il maggior livello di sicurezza possibile nei territori dove questi rischi sono più concreti. Dalle zone montane più periferiche a quelle certamente più note, come avviene per il Seveso a Milano, il nostro impegno è lo stesso”.


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