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Dopo il crollo del Ponte Lungo a Ceto l’acqua è razionata

lunedì, 3 giugno 2013

Ceto – Acqua razionata e adesso scoppiano le prime polemiche. Da tre giorni il paesino della Valle Camonica è senz’acqua. Il sindaco Donato Filippini ha firmato una nuova ordinanza, dopo quella di lunedì, in cui avvisa tutta la popolazione che a causa del crollo del Ponte Lungo sul torrente Palobbia , l’acqua non sarà potabile fino a nuovo avviso. L’erogazione avviene a fasce orarie: 7-9; 12-14 e 17-21. Inoltre il primo cittadino invita a non utilizzare lavatrici e lavastoviglie. Intanto è corsa contro il tempo per il ripristino dell’acquedotto. Dopo il crollo del Ponte Lungo, un’opera risalente alla Prima Guerra mondiale , è scattata l’emergenza acqua a Ceto, paese della Valle Camonica. L’allarme è legato al crollo improvviso di un ponte realizzato nei primi anni del Novecento,  definito dai tecnici un’opera d’arte,  e successivamente divenuto uno dei passaggi durante le escursioni in Val Paghera, dove tra l’altro domenica si era tenuta una gara di mountain bike. Il ponte serve a scavalcare il torrente Palobbia. Al crollo ha fatto seguito il black out nell’erogazione di acqua. Infatti il paesino è senz’acqua e ieri, dopo l’intervento dei vigili del fuoco di Darfo, i carabinieri e la protezione civile oltre ai tecnici del Comune, il sindaco Donato Filippini ha chiesto aiuto a Provincia e Regione. “In questo momento – spiega il primo cittadino – stiamo gestendo la fase di emergenza”.camaiore frane

Infatti una ditta specializzata – L’idraulica Re-Ber di Walter Re & C – è stata incaricata dall’ufficio tecnico comunale per il ripristino dell’acquedotto, poi si penserà agli interventi sul ponte crollato per garantire i collegamenti con le malghe e le case vacanze. Il paese nella giornata odierna è stato rifornito con autobotti dai vigili del fuoco che hanno raggiunto la zona acquedotto e quindi tamponato l’emergenza. Secondo l’ordinanza messa dal sindaco l’acqua non potrà essere utilizzata per scopi alimentari  andrà sempre fatta bollire prima del suo utilizzo.

Il Comune fa i conti anche sul ripristino e molto probabilmente chiederà aiuto alle amministrazioni sovracomunali attingendo fondi straordinari per superare l’emergenza.


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