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Corteno: uso delle acque del torrente. Provincia e Segheria condannate

lunedì, 24 giugno 2013

Corteno Golgi – Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha accolto il ricorso del Comune di Corteno Golgi e della Comunità Valle Camonica  sulla concessione di derivazione per uso idroelettrico dal torrente Sant’Antonio. La vicenda ha inizio nel 2012 quando la Provincia di Brescia ha rilasciato alla Segheria Bianchi la possibilità di utilizzare le acque del torrente. Il Comune di Corteno Golgi ha chiesto l’annullamento del provvedimento  della Provincia di Brescia – n.328  del 1 febbraio 2012 – con cui è stata rilasciata alla società “Segheria Bianchi snc” una concessione di derivazione per uso idroelettrico dal torrente San’Antonio.4285326144 La concessione è ricompresa in una riserva naturale disposta dalla Regione Lombardia, che ha disposto varie prescrizioni vincolistiche, tra cui il divieto di realizzare  impianti di produzione idroelettrica e  tale divieto è stato confermato dal “Piano della riserva naturale Valli di Sant’Antonio.

Nel ricorso del Comune  di Corteno Golgi e Comunità Montana Valle Camonica, che ha avuto il supporto anche di Legambiente Lombardia, vengono contestati questi punti: la violazione e falsa applicazione della Costituzione (art.9), eccesso di potere per contrasto con la normativa del Piano di Riserva ed errata valutazione, eccezione di potere in contrasto con il regolamento regionale, violazione e falsa applicazione del regolamento. Invece la Provincia e la ditta cointeressata  hanno sostenuto davanti ai giudici del tribunale superiore delle acque pubbliche l’inammissibilità del ricorso per carenza di legittimazione, carenza di interesse in quanto l’impianto idroelettrico non arrecherebbe alcun danno all’ambiente e agli abitanti del Comune e atteso che la Regione Lombardia avrebbe espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale. Il ricorso della Provincia di Brescia faceva riferimento a direttive europee. I quattro ricorsi, del Comune Comunità Montana Valle Camonica , Provincia di Brescia e Segheria Bianchi, sono stati riuniti in un’unica procedura. Dopo un’attenta valutazione, i giudici del Tribunale Superiore della acque pubbliche, presidente Antonino Elefante, hanno respinto l’ eccezione di inammissibilità avanzata dalla Provincia di Brescia, e respinto l’eccezione in cui si afferma che la concessione di derivazione avrebbe una valenza meramente preparatoria. Nel merito – si legge nel dispositivo di sentenza – i ricorsi sono fondati e i giudici hanno quindi dichiarato l’illegittimità di tutti gli atti consequenziali al rilascio della concessione. Infine le spese di giudizio sono a carico di Provincia e le imprese  dovranno assegnare 6  mila euro al Comune di Corteno Golgi e 4 mila euro alla Comunità Montana Valle Camonica.


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