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Corteno: il ricordo di Camillo Golgi a 90 anni dalla morte

giovedì, 21 gennaio 2016

Corteno Golgi – Un ricordo in paese, dove il Museo Golgi è un riferimento. Una data è ricordata in paese: Camillo Golgi 90 anni fa moriva a Pavia. Bartolomeo Camillo Emilio Golgi, nato a Corteno il 7 luglio 1843.

Nel borgo natio visse “fino quindicenne”, vi compì il viaggio di nozze con Evangelina Aletti, vi tornò spessissimo e si prodigò per i compaesani. Dopo esser sceso a piedi, per una “passeggiata”, anzi “corsa” dall’Aprica, dove soggiornava all’Hotel Aprica dei Negri, li visitava infatti gratuitamente.Corteno Golgi Chiodi 50

IL CURRICULUM

Nasce il 7 luglio 1843 a Corteno, in alta Val Camonica, dove il padre Alessandro, appena laureato, si è trasferito come medico condotto. Qui frequenta le scuole primarie e rimane per circa quindici anni. Nello stesso periodo studia anche a Edolo e poi a Lovere (Bergamo).

Terminati nel 1865 gli studi a Pavia e laureatosi in Medicina con la tesi “Sull’eziologia delle malattie mentali”, discussa con Cesare Lombroso, entra nel laboratorio istologico fondato da Paolo Mantegazza e diretto da Giulio Bizzozero, che sarà suo maestro di ricerca.  Golgi vince il concorso e, grazie all’articolo 86 del regolamento interno, gli viene riconosciuto come merito speciale dei sanitari il potersi occupare degli studi anatomo-psicologici.

Si dedica anche alla politica, o meglio all’amministrazione pubblica, ricoprendo tra le altre la carica di assessore all’igiene nel Comune di Pavia. È anche, per lungo tempo, membro e poi presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Propone la costruzione del nuovo Policlinico San Matteo e lotta strenuamente perché l’ateneo pavese mantenga ed accresca il suo già secolare prestigio.

Più precisamente, il 4 novembre 1893 Golgi tiene la relazione ufficiale per la solenne inaugurazione dell’anno accademico 1893-1894, essendo divenuto poco prima rettore dell’università. Aderisce alla lista dell’Unione Liberale Monarchica, ovvero la lista clerico-moderata sostenuta dal giornale ‘Il Ticino’. Così Roberto Rampoldi, esponente politico di spicco della sinistra radicale, diviene suo diretto antagonista nella lista democratica. Le elezioni sono vinte dallo schieramento di Golgi, che diviene così consigliere comunale. Ciò rappresenta un importante risultato, in quanto da quella posizione lo scienziato potrà far valere meglio la sua influenza nell’indirizzare l’attenzione dell’amministrazione municipale verso i progetti di rinnovamento dell’università di Pavia. Il febbrile impegno di Golgi per l’accrescimento del prestigio accademico pavese si manifesta in modo evidente quando la centralità lombarda dell’ateneo ticinese viene minacciata dalla nascita di un nuovo polo universitario a Milano. Il 2 marzo del 1893 era scomparso l’ingegnere Siro Valerio, che aveva lasciato il suo patrimonio al comune di Milano affinché costituisse un fondo per l’università per lo studio delle Scienze. Questo progetto è immediatamente avviato dal ginecologo dell’Ospedale Maggiore di Milano, Luigi Mangiagalli, fatto che suscita la reazione negativa dell’ambiente universitario pavese per timore di un suo progressivo indebolimento.

Il Premio Nobel per la Medicina (precisamente “Medicina o Fisiologia”) arriva nel 1906 ex aequo con Santiago Ramón y Cajal, per gli studi sulla istologia del sistema nervoso: Golgi per la messa a punto della Reazione Nera, Cajal per le scoperte compiute grazie alla colorazione di Golgi (Cajal aveva scoperto che i neuroni sono separati fisicamente l’uno dall’altro, ossia che interagiscono tra di loro non per continuità, bensì per contiguità attraverso la sinapsi e che non sono uniti a formare un’unica rete sinciziale come sosteneva Golgi; formulava quindi la cosiddetta legge della polarizzazione dinamica). Con il Nobel, Golgi raggiunge il massimo della fama internazionale e la sua attività di ricerca non cessa. Inoltre, durante la prima guerra mondiale dirige l’Ospedale Militare, allestito nell’antico Almo Collegio Borromeo di Pavia e promuove il trattamento riabilitativo dei feriti di guerra, creando un centro per la riabilitazione delle lesioni al sistema nervoso periferico.

Dopo il conflitto continua a lavorare nel laboratorio, pubblicando lavori scientifici fino al 1923. Anche nell’ultimo periodo della sua vita Golgi cerca di arginare gli eventuali danni che sarebbero derivati dall’imposizione dell’ateneo milanese. Non si dà per vinto e ignorando il declino delle sue condizioni fisiche decide all’inizio di dicembre del 1924 di recarsi a Roma per sostenere la nascita del nuovo ospedale San Matteo. Infine, il 21 gennaio del 1926 le sue condizioni fisiche divengono critiche e la morte lo coglie a Pavia, città in cui è sepolto insieme alla moglie, accanto alle tombe di Bartolomeo Panizza, suo professore, e Adelchi Negri, suo brillante allievo.


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