QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Corteno Golgi: doppia cerimonia di intitolazione della biblioteca e targa sulla casa natale di Pietro Chiodi. FOTO

domenica, 24 maggio 2015

Corteno Golgi (Da.Pap.) – Intitolata a Pietro Chiodi la biblioteca civica e una targa scoperta sulla casa natale del filosofo. Nella tarda mattinata si è tenuto il clou delle celebrazioni del filosofo Pietro Chiodi a Corteno Golgi.

Ieri in un convegno – alla presenza del sindaco Martino Martinotta e del consigliere regionale Angelo Fabio Fanetti -  docenti, scrittori, esperti, persone che hanno conosciuto il filosofo originario di Corteno, in particolare Mimmo Franzinelli, Cesare Pianciola, Giuseppe Cambiano e  Pino Marchetti, sono state approfondite le idee e l’attività di Pietro Chiodi. Una figura di alto profilo e non solo per Corteno e la Valle Camonica.

IL CURRICULUM

Pietro Chiodi nacque il 2 luglio 1915 a Corteno Golgi, conseguita l’abilitazione magistrale, si iscrisse all’università di Torino  dove si laureò, nel 1938, in Filosofia, con Nicola Abbagnano. Vincitore di concorso, venne inviato al Liceo Ginnasio “Govone” di Alba come professore di Storia e Filosofia nell’ottobre del 1939 e restò adAlba sino al 1957, quando si trasferì prima in un liceo di Torino, poi all’Università di Lecce, per ottenere, infine, la cattedra di Filosofia della storia presso l’Università di Torino nel 1964, ove insegnò sino alla morte.

Allievo di Abbagnano ed esponente della corrente esistenzialistica in Italia, Chiodi fu il primo a tradurre e a commentare in italiano “Essere e tempo” di Martin Heidegger e lasciò studi originali su Kant, Marx, Sartre, rivestendo un ruolo di rilievo nei dibattiti d’epoca.

Fu protagonista della vita culturale e di scambi filosofici con il teologo albese don Natale Bussi, nonché redattore della rivista culturale “I 4 Soli”. Al liceo di Alba fu collega del professor Leonardo Cocito, con cui condivise l’avversione per il fascismo, e fu insegnante di Beppe Fenoglio, che lo rappresenta, in forma romanzata, in Primavera di Bellezza e nell’abbozzo di romanzo pubblicato postumo con il titolo Il Partigiano Johnny.

Nonostante la giovane età, Chiodi fu tra quei maestri di vita civile che ebbero un ruolo importante nell’indirizzare alcuni studenti a salire in collina e a opporsi con le armi al nazifascismo.

Egli visse con loro quell’esperienza di lotta, impegnandosi attivamente nella Resistenza dall’estate del 1944.

Arrestato insieme a Cocito nei pressi di Bra il 18 agosto 1944, probabilmente per effetto di una delazione, fu deportato, mentre il suo amico e collega venne impiccato a Carignano, il 7 settembre 1944. Dopo una sosta nel lager di Bolzano, Chiodi fu destinato al campo di lavoro di Innsbruck, ma a causa della sua grave artrite e grazie all’aiuto di un funzionario di quella che egli definisce la delegazione italiana del lavoro e alla disponibilità di alcuni militari della Wehrmacht a farsi corrompere con qualche sigaretta, riuscì a ottenere un regolare documento, vidimato dai tedeschi, da lavoratore volontario che doveva essere rimpatriato per le cattive condizioni di salute. Grazie a questo documento egli riuscì a rientrare, peraltro con molte difficoltà, a casa sua, a Montaldo Roero, un piccolo paese a 14 chilometri da Alba.

Qui riprese la guerriglia sino alla liberazione, costituendo un battaglione, inquadrato in una Brigata Garibaldi e intitolato all’amico Cocito. Della sua esperienza lasciò testimonianza nel volume Banditi (1a edizione 1946): un diario in cui riporta, con stile asciutto e, talora, quasi cronachistico, le sue vicende, l’organizzazione delle prime formazioni armate, la lotta militare sino alla liberazione di Torino, documentando la vita partigiana sia nella sua pratica quotidiana sia nelle tensioni ideali che la sostennero. Pietro Chiodi morì a Torino il 22 settembre 1970.

LE CELEBRAZIONI

In mattinata nella piazza centrale di Corteno si è tenuta la doppia cerimonia di intitolazione di biblioteca civica e casa natale. Il sindaco Martino Martinotta ha ricordato la figura del filosofo nato a Corteno Golgi cent’anni fa. “E’ una figura di primo piano – ha detto il primo cittadino – uno degli illustri personaggi che hanno reso famoso il nostro paese”. “Oggi siamo qui per ricordare Pietro Chiodi – ha aggiunto – e queste due targhe sono il segno di riconoscenza per quanto ha fatto nella sua vita”. Alla cerimonia erano presenti, oltre al primo cittadino, il vice Giuseppino Lippi, gli amministratori, il parroco, don Gregorio, che ha benedetto la targa di intitolazione della biblioteca civica e la popolazione. Presenti anche i docenti, relatori del convegno di ieri Cesare Pianciola, Giuseppe Cambiano e  Pino Marchetti. Il corpo musicale Corteno Malonno ha allietato con brani la cerimonia, presentando un ricco repertorio. Sempre in mattinata è stata scoperta la targa sulla casa natale di Pietro Chiodi e il vice sindaco Giuseppino Lippi ha ricordato i valori che Pietro Chiodi ha trasmesso durante la sua vita e i valori che tuttora ci uniscono. Prima di chiudere la mattinata la tappa alla scuola di Corteno dove sono stati presentati i lavori realizzati dagli alluni della scuola primaria. Al termine della due giorni il sindaco Martinotta ha ringraziato tutti, per una “due giorni che rimarrà nella storia di Corteno”.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136