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Controlli sui prelievi: la Confartigianato Brescia non ci sta. Il presidente Massetti: “Ritirare norma assurda”

lunedì, 20 luglio 2015

Brescia – Preoccupa, e non poco, artigiani, partite iva e piccoli imprenditori, un codicillo inserito dentro una legge tributaria che il Governo potrebbe rendere esecutiva con una delega fiscale nella prossima Finanziaria.massetti

Una norma che si trovava già nella Finanziaria del 2005 varata dal governo Berlusconi, attraverso la quale l’Agenzia delle entrate potrebbe controllare come si spendono i contanti prelevati al bancomat allo scopo di contrastare l’evasione fiscale. In pratica, gli autonomi e i professionisti dovrebbero appuntarsi, euro dopo euro, come hanno usato i soldi prelevati con il bancomat, pena: sanzioni dal 10 al 50 per cento del prelevato. In teoria bisognerebbe tenere un registro anche delle spese in contanti, giustificando ogni prelievo e la relativa spesa. E solo una piccola percentuale potrebbe passare come “spesa personale”, mentre il resto rischierebbe di finire dentro l’accertamento con l’ombra del nero da evasione fiscale.

Per il presidente di Confartigianato Imprese Unione di Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: “Chiediamo che si ritiri questa norma. Perché se una norma così ci deve essere, per quanto assurda e di difficile adempimento, dovrebbe valere per tutti, non solo per imprese e professionisti. Perché, se da un lato, potrebbe anche essere giustificabile il sospetto verso l’impresa, altrettanto occorrerebbe sospettare rispetto ai privati che prelevano somme dai bancomat senza giustificare poi come li hanno spesi quei soldi, evadendo sull’Iva.

Prosegue Massetti: “Rassicurazioni sono già emerse a mezzo stampa dal sottosegretario all’Economia Zanetti e, ora che il Governo se n’è accorto, la speranza e che la si congeli o cancelli in tempo utile prima che la burocrazia amministrativa la utilizzi a suo piacere. Perché il fisco spesso dimentica il principio di una doverosa ragionevolezza e se il principio della lotta all’evasione è sempre giusto, è fuori di dubbio che occorrerebbe concentrare le forze sulla grande evasione, senza perseguitare eccessivamente sempre i piccoli imprenditori. Come in questo caso, le tanto sbandierate norme contro l’evasione fiscale, non si dimostrano altro come il classico sistema per raccogliere soldi con le multe, appunto, sempre dagli stessi.”


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