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Confartigianato, il presidente Massetti: “Le PMI protagoniste ideali delle nuove opportunità legate all’economia circolare”

venerdì, 5 maggio 2017

Brescia – Sono quasi 6mila (5.836 per la precisione), oltre quattro quinti (l’81,6%) delle imprese totali (7.154), le imprese artigiane coinvolte nell’economia circolare nella provincia di Brescia. È quanto rileva il Centro studi di Confartigianato che ha condotto un’indagine sull’economia circolare in occasione della partecipazione oggi (venerdì 5 maggio, ndr) al convegno: “Verso un’economia circolare: come promuovere il passaggio a un modello di sviluppo più sostenibile per l’economia e la società?”, dalle 15.30 alle 17.30, presso Palazzo Martinengo, all’interno della cornice del Festival “Brescia Green” che la città di Brescia dedica in questi giorni ai temi dell’ambiente, della sostenibilità, dell’economia responsabile.

massettiDallo studio emerge che Brescia, con le sue 5.836 imprese artigiane potenzialmente interessate all’economia circolare, risulta la seconda provincia in Lombardia, dietro solamente a quella di Milano che ne coinvolge 11.203, coprendo una fetta che vale il 16,7% sul totale artigiano lombardo che ne conta 41.792. Sono aziende che si occupano di riparazione, manutenzione, riciclo. Dal punto di vista settoriale la fanno da padrone gli installatori di impianti elettrici (1.486), di riscaldamento e condizionamento (933), idraulici (506), di riparazione carrozzerie e veicoli (408). Seguono attività più particolari, atte nella riparazione e manutenzione, come le 329 imprese che si occupano di fabbricazione di protesi dentarie, le 110 di riparazione calzature e le 102 di riparazione elettrodomestici. Moltissime, se messe insieme, quelle curiose, particolari e specializzate, potenzialmente interessate all’economica circolare, come quelle operanti nella cernita e recupero di materiali, rottami, riciclaggio plastiche, resine, rifiuti industriali e biomasse e tutte quelle imprese nei vari rami delle riparazioni tecniche e specializzate di forni e fornaci, container, macchine automatiche e per imballaggi, macchine agricole ed utensili e di tante altre apparecchiature: ottiche, elettroniche, medicali.

E se il futuro dell’artigianato è innovazione circolare, Confartigianato c’è. Raccogliendo la sfida di questa rivoluzione, a sostegno delle piccole e medie imprese. Per il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti: «Il modello di economia circolare è un nuovo modello economico basato sull’equilibrio fra sistemi di produzione ed ecosistema. Ma la crescita delle attività riconducibili all’economia circolare – prosegue il presidente Massetti – racconta anche di una rinnovata coscienza imprenditoriale, specie nel mondo della piccola impresa artigiana. Impostare il ciclo produttivo in modo da minimizzare gli scarti e valorizzarne il riutilizzo è divenuto un imperativo non solo per questioni di carattere ambientale e di sostenibilità delle produzioni, ma anche per ragioni di carattere squisitamente economico. Gli imprenditori hanno perfettamente capito la convenienza di questo modus operandi e lo stanno applicando su larga scala. L’economia circolare fa bene all’ambiente, allo sviluppo dell’occupazione, alla crescita dell’innovazione e alle tasche dei cittadini».

Tra i 9 settori driver dell’artigianato bresciano con una dinamica demografica positiva (ultimo raffronto – tra IV trim 2015 e IV trim 2016) troviamo proprio attività operanti nell’economia circolare: attività di servizi per edifici e paesaggio + 1,4% , riparazione di computer e beni per uso personale e per la casa + 0,9%,riparazione e manutenzione di macchine e apparecchiature +0,7%. Infine, altro dato interessante: proprio nel momento tra prima e dopo la crisi, cioè tra il 2008 e il 2016, ben il 27,4% delle imprese bresciane artigiane operanti nei settori del manifatturiero e dei servizi ha investito in economia, attrezzature e tecnologie “green” a maggior risparmio energetico o minor impatto ambientale. Nel dettaglio settorriale il Manifatturiero mostra la quota maggiore le imprese artigiane green, pari al 31,5%, mentre per i Servizi è del 23,1%.


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