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Commissione d’inchiesta area ex Selca di Berzo Demo: interrogazione di Caparini

martedì, 16 giugno 2015

Berzo Demo – “Un’enorme area inquinata, una montagna di rifiuti industriali, pesante eredità ambientale del colosso americano Ucar Carbon. Non bastano sopralluoghi, l’area ex Selca deve essere inserita tra i siti nazionali da bonificare: a rischio è la salute pubblica”.Berzo Demo 1

Nel giorno della visita della commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti il deputato camuno della Lega Nord Davide Caparini torna a sollecitare – con una nuova interrogazione – il ministro Galletti “sulla necessaria e urgente bonifica dell’area”.

“La situazione è ‘incancrenita’ da anni – dice Caparini – ma il ministro si è reso conto dell’emergenza solo nel 2014, dopo miei ripetuti appelli e atti formali”. Il 31 gennaio dell’anno scorso – accogliendo un mio ordine del giorno – il governo si è impegnato a ‘valutare un intervento’.

A un anno e mezzo di distanza siamo arrivati solo a un sopralluogo della commissione, ora servono i fatti”. Caparini rilancia al ministro Galletti l’allarme sui rischi per la salute pubblica emerso dalla recente assemblea pubblica di Berzo Demo e ricorda che “ad oggi solo una minima porzione di terreno è stata messa in sicurezza” e mancano ancora “carotaggi e adeguati sistemi di monitoraggio e controllo” sui livelli di inquinamento. Il Comitato sta promuovendo un’azione giudiziaria per garantire risorse al risanamento dell’area”, ma “le vie legali non bastano, il ministero si deve decidere a prevedere interventi seri a tutela della salute pubblica e per risolvere definitivamente un problema troppo a lungo ignorato”.

L’INTERROGAZIONE COMPLETA
Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – per sapere ­ premesso che:

come segnalato da precedenti atti di sindacato ispettivo presentati dal sottoscritto, nel Comune di Berzo Demo (Brescia), in Valle Camonica, in località Forno Allione, ove svolgeva l’attività industriale l’Union Carbide, alla quale erano subentrate la Graphtec e la Selca, si è in presenza di un’emergenza ambientale a causa dell’inquinamento del terreno che minaccia la salute pubblica;

nella seduta dell’Assemblea n. 188 di mercoledì 12 marzo 2014, il Ministro in indirizzo, in risposta all’interrogazione n. 3­00682 da me presentata, ha fatto presente che il Ministero dell’ambiente e tutela del territorio e del mare è venuto a conoscenza della situazione solamente nel febbraio 2014, a fronte della richiesta di intervento da parte del comune e che, pertanto, sarà cura del Ministero stesso svolgere le opportune indagini ed attivare gli organi tecnici competenti al fine di accertare gli eventuali danni ambientali provocati dalle «eredità industriali» svolte in passato sul predetto territorio comunale;

purtroppo non risultano all’interrogante iniziative assunte da parte del Ministero mentre persistono sul territorio le forti criticità da inquinamento;

durante l’assemblea pubblica promossa dall’Amministrazione Comunale di Berzo Demo, il 13 marzo 2015, è emersa la problematicità dell’inquinamento dell’area di Forno Allione in tutta la sua pericolosità per l’ambiente e la salute pubblica;

l’area avrebbe dovuto essere inserita nei siti di interesse nazionale da bonificare al fine di avere l’opportuno riconoscimento e sostegno economico per affrontare il completamento di una bonifica che, a suo tempo e con grande sottovalutazione, è stata dichiarata ultimata, ma nei fatti non completata;

i cittadini si sono costituiti in Comitato per formalizzare le proprie proposte agli organi istituzionali e alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati;

il Comitato ha fatto presente anche la necessità, più volte prospettata, di valutare la possibilità di un’azione giudiziaria nei confronti del Curatore Fallimentare della SELCA, allo scopo di mettere sotto sequestro cautelativo le ingenti somme a disposizione del curatore, prima che sia disposto un piano di riparto verso i creditori, con l’obiettivo di poter utilizzare le risorse, in via prioritaria, per il risanamento dell’area ex Selca, pesantemente inquinata da ingenti quantità di rifiuti portati nel sito da chi a gestito l’azienda e che rischia di compromettere ulteriormente l’ambiente circostante;

la pesante eredità che la multinazionale americana UCAR CARBON ha lasciato sul territorio è quella di una grande area inquinata e una montagna di mc di rifiuti industriali, provenienti anche dall’estero;

nei carotaggi a suo tempo compiuti sono stati rilevati dei valori decisamente inquinanti con presenza di benzo (a) pirene che richiedono una immediata bonifica;

nonostante gli interventi effettuati da parte dell’ARPA Lombardia per la bonifica di una parte della discarica ex UCAR (oggi GRAFTECH) di Forno Allione, il rischio allora individuato sull’area della discarica non è stato risolto;

in questi anni, durante varie conferenze dei servizi, si è chiamata in causa la società UCAR e solo un parziale appezzamento di terreno, all’interno della discarica stessa, ha trovato un suo incapsulamento e la messa in sicurezza;

è oggi quanto mai opportuno procedere ed accertare, con specificicarotaggi nel sottosuolo e in profondità, e capire la tipologia, la qualità e l’evoluzione che i rifiuti nel corso degli anni hanno avuto, tenuto conto che il corpo della discarica è stato creato in particolare dalla attività dell’UCAR nel corso dei decenni in cui ha operato;

occorre inoltre riattivare i pozzi piezometrici di rilevamento e attivarne altri a valle del sito dell’area di Forno Allione per capire se il percolamento creatosi dall’evoluzione dei rifiuti nel corso degli anni possa aver contaminato le falde acquifere e il fiume Oglio;

tali interventi hanno bisogno di essere seriamente presi inconsiderazione, complessivamente, per garantire in termini primari la salute pubblica e impedire un nuovo e possibile inquinamento di porzioni ambientali intatte; pertanto occorre l’urgente intervento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, previo inserimento dell’area tra i siti di interesse nazionale da bonificare;

si apprende dal giornale online “quibrescia.it” che il sito ex Selcadi Berzo Demo, oggi sotto inchiesta della magistratura per traffico internazionale di rifiuti, sarà visitato il 16 giugno dalla Commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; il 17 giugno tale Commissione sentirà tutte le realtà che fanno parte della vicenda e potrà adottare le iniziative di propria competenza per valutare la gravità della situazione, controllare i terreni, verificare il danno e sollecitare la bonifica;

in data 31 gennaio 2014, nella seduta n. 164 della Camera dei deputati, il Governo pro tempore ha accolto l’ordine del giorno n. 9/1885­A/17, presentato dal primo firmatario del presente atto, che impegna il Governo «a valutare un intervento, in collaborazione con le strutture regionali, per la messa in sicurezza del sito ex Selca spa di Berzo Demo e la necessaria bonifica» –:

se il Ministro interrogato intenda approfondire quanto esposto in premessa e, anche in ottemperanza all’ordine del giorno citato, valutare la possibilità dell’inserimento dell’area tra i siti di interesse nazionale da bonificare, individuando le opportune risorse per risanare i danni ambientali provocati dalle attività industriali svolte in passato sul territorio del comune di Berzo Demo.

On. Davide Caparini


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