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Cevo: crollo della Croce di Job, udienza preliminare rinviata al 6 ottobre. Per la morte di Marco in 5 rischiano il processo

giovedì, 14 luglio 2016

Cevo – Altro rinvio. L’udienza preliminare sulla tragedia del dosso dell’Androla a Cevo (Brescia) dove il 24 aprile 2014 morì Marco Gusmini, 21enne, di Lovere, è stata aggiornata al prossimo 6 ottobre. Il Gup (Giudice dell’udienza preliminare) Carlo Bianchetti ha accolto la richiesta dei legali dei cinque indagati.

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Nell’udienza preliminare del prossimo 6 ottobre il Gup dovrà decidere sul rinvio a giudizio o su eventuale richiesta di riti alternativi dei cinque indagati: Mauro Bazzana, sindaco di Cevo nel 2005 quando venne costruita la Croce di Job al Dosso del’Androla; Silvio Citroni, attuale sindaco di Cevo; il tecnico comunale Ivan Scolari; il progettista della Croce, Renato Zanoni e Marco Maffessoli, presidente dell’Associazione culturale proprietaria della Croce del Papa.

Le indagini sono state coordinate dal Pm Katy Bressanelli, mentre i periti, gli ingegneri Dario Bianchetti e Francesco Passi, che hanno esaminato i resti della Croce, hanno scritto nelle conclusioni: “La rottura è dovuta al pessimo stato di conservazione del legno delle tre travi principali delle Croce”. La causa scatenante, secondo i periti, “è stata la presenza di un elevato contenuto di umidità per un tempo non trascurabile all’interno del legno” e anche ” per il pessimo stato di conservazione del legno delle tre travi principali” . I periti hanno puntato l’indice sulla “manutenzione insufficiente” e sulla scelta “progettuale non idonea” per la zona dove è stata collocata la Croce del Papa, sul Dosso dell’Androla a Cevo. Di questo dovranno rispondere i legali delle cinque persone indagate per la morte di Marco Gusmini.

Intanto il 16 settembre si terrà l’udienza preliminare nei confronti di altre sette persone, inizialmente iscritte nel registro degli indagati e poi archiviata la loro posizione. I genitori, che si sono costituiti parte civile, si oppongono all’archiviazione e, oltre a chiedere i danni, chiedono che tutti siamo processati. La decisione – per la prima tranche dell’inchiesta – il 16 settembre, seguirà l’udienza del 6 ottobre.


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