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Ceto, protesta di due donne davanti alla Nk: “Dimenticate da tutti”

lunedì, 13 novembre 2017

Ceto – Sit-in di due donne, lavoratrici della NK di Ceto in cassa integrazione da quasi due anni. Le due, ex-dipendenti chiedono di tornare al lavoro. Sulla storia azienda è calato da mesi il silenzio e oggi la protesta delle due donne è per richiamare l’attenzione di proprietà, istituzioni e sindacati.

I primi a raggiungere il cancello della NK sono stati il primo cittadino di Ceto, Marina Lanzetti, e di Capo di Ponte, Francesco Manella e un gruppo di camuni. Le due donne hanno proclamato uno sciopero della fame a oltranza e con due grandi cartoni e coperte trascorreranno la notte davanti ai cancelli della Nieggler & Kupfer di Nadro di Ceto, che fino al 2015 occupava circa più di settanta lavoratori. E il grido delle due donne, anche a nome degli altri lavoratori in cassa integrazione, lamentano che sono state “abbandonate e dimenticate”.

Il grido di Delia Bonomi, 53enne che si è incatenata davanti ai cancelli della ‘Nk Manifatture’ di Nadro di Ceto si è fatta sentire in tutta la valle: “Dopo i licenziamenti non abbiamo avuto sbocchi lavorativi a fronte dei 72 dipendenti rimasti a casa”. Una frase che fa riflettere e che va al cuore del problema occupazione in Valle Camonica.


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