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Centrale idroelettrica di Sellero, Damiolini: “Colpo mortale del Governo ai nostri Comuni”

mercoledì, 23 dicembre 2015

Sellero – Via libera del Senato alla fiducia sulla legge di Stabilità. La manovra ha così incassato l’ok definitivo del Parlamento. Ripercussioni attese per tutti gli italiani ma in particolare per gli enti locali: in Valle Camonica un colpo potrebbe essere inflitto al settore idroelettrico, come annuncia preoccupato Severino Damiolini, responsabile sedi locali della Lega Nord e consigliere del Comune di Sellero.damiolini tiberti

“Per anni il pagamento dell’ICI(ora IMU) della centrale idroelettrica di San Fiorano e delle sue turbine da parte di Enel ai Comuni di Sellero, Cedegolo e Paspardo è stato oggetto di una lunga battaglia che ha impegnato politici, amministrazioni locali, fisco e magistratura. Tutto aveva avuto inizio nel novembre 1999, quando l’ex Catasto, a seguito dell’impugnativa di ENEL che non era d’accordo sugli importi, rettificò – al ribasso – le rendite della centrale, decisione che aveva causato la dura reazione delle amministrazioni locali culminata nello sciopero della fame del sindaco di Sellero Bressanelli. Nel 2002 fu raggiunto un primo accordo, “cancellato” però nel 2005 dalla Finanziaria, che consentiva alle aziende elettriche di non pagare l’Ici sulle turbine. Da qui in poi è stato un susseguirsi di ricorsi e controricorsi, fino al 2011 quando – grazie alla mediazione dell’onorevole Davide Caparini, autore nel frattempo anche di numerose le interrogazioni e mozioni presentate in Parlamento – era stata raggiunta un’intesa tra i tre Comuni, Enel e Agenzia del territorio (l’ex Catasto). Dopo 12 anni quindi era stato firmato un accordo che sembrava aver scritto finalmente la parola fine e che, oltre a prevedere il pagamento dell’arretrato, garantiva ai tre comuni un cospicuo introito per gli anni a venire. Tutto però nuovamente cancellato dal Governo Renzi che nella legge di stabilità approvata ieri dal Senato ha inserito 4 commi (dal 21 al 24) che, dal 1 gennaio 2016, darebbero la possibilità alle aziende elettriche di chiedere una revisione delle rendite catastali escludendo dalla stima le turbine e riportando l’orologio indietro di almeno un decennio e assestando quello che potrebbe essere un colpo mortale per i nostri comuni che oltre perdere risorse fondamentali, si dovranno impegnare nell’ennesimo lunghissimo contenzioso per veder riconosciuto quello che sembrava ormai un diritto acquisito”, ha dichiarato l’esponente della sezione camuna del Carroccio.


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