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Cedegolo, tragedia Caserma Campellio: mostra al Musil per il XXXIII raduno Nazionale dei Fanti. FOTO

martedì, 17 maggio 2016

Cedegolo – Il Musil di Cedegolo (Brescia) ospita una mostra, curata dall’artista camuno Edoardo Nonelli, che aprirà venerdì 20 maggio (inaugurazione alle ore 15) . L’occasione del XXXIII raduno Nazionale dei Fanti, in programma dal 19 al 22 maggio a Brescia, consente un approfondimento dei fatti che hanno coinvolto in modo significativo l’arma, accaduti in Valle Camonica nel corso del primo conflitto mondiale. Tra questi il più importante e tragico evento è quello accaduto alla caserma Campellio dove rimasero sepolti da una slavina il 3 aprile 1916, nel primo pomeriggio, 122 militari: i morti furono 86. Costruita per accogliere i militari dislocati nella conca del lago d’Arno la caserma fu realizzata in tempi record.Musil Cedegolo 300

L’iniziativa di recupero dei resti della caserma, procede a seguito dei rilievi eseguiti dagli allievi dell’Istituto Olivelli-Putelli di Darfo, allo straordinario rilievo 3D ed all’impegno dell’apposito comitato costituito da Comune, alpini, Enti ed Associazioni e presieduto da Mauro Bazzana.

L’esposizione di Cedegolo propone alcune immagini inedite della tragedia fornite dal centro studi ANA ed appartenenti all’archivio
Francesco Maglia, oltre alle rielaborazioni grafiche dei rilievi e delle prime proposte per il recupero dei ruderi della caserma, prodotte dagli allievi dell’istituto Tecnico Olivelli-Putelli guidati dai loro insegnanti.

Il Racconto: “nel nuovo e grande caseggiato trovarono alloggio i militari del 39° Rgt. Fanteria, quasi tutti napoletani, ed alcuni alpini che svolgevano servizi ausiliari per conto dei commilitoni posti a guardia del confine.(….)Come già visto, l’inverno 1915-1916 sorprese i difensori delle posizioni ad alta quota del tutto impreparati(…)poi in primavera ci fu la valanga alla caserma
Campellio(…) La valanga è arrivata fino al lago d’Arno, portando con se un pezzo di caserma e un centinaio di soldati. Alcuni di essi erano solo feriti, ma i più erano morti.(…) I morti furono soprattutto della Fanteria, ma vi erano anche alcuni Artiglieri che da pochi giorni si trovavano alla Caserma (…)»

IL SALUTO DEL SINDACO

“L’allestimento di una mostra presso il museo dell’energia idroelettrica di Cedegolo, dedicata alla «Grande Guerra, luoghi e personaggi» allestita da Edoardo Nonelli, noto artista camuno – spiega Aurelia Milesi, sindaco di Cedegolo – è un evento importante. Ascoltare le persone, fare tesoro del passato anche attraverso questi spazi, non può che rendere più può che rendere più facile il quotidiano e migliorare il futuro delle nuove generazioni, aggiungendo inoltre un valore storico-culturale al nostro territorio”. “Un ringraziamento al Musil per l’ospitalità della mostra – prosegue Aurelia Milesi – e permettetemi un grazie di cuore ai Fanti, Patronesse ed amici del nostro territorio, per l’impegno alla buona riuscita del raduno, mantenendo, come prima finalità l’amore e la fedeltà alla Patria, senza tralasciare i vincoli di fratellanza e di solidarietà”.

Musil Cedegolo 200

IL MUSIL DI CEDEGOLO

Il Museo dell’energia Idroelettrica di Cedegolo racconta una tappa fondamentale dell’industrializzazione italiana, valorizza l’archeologia industriale e la cultura materiale della modernità, diffonde la conoscenza scientifica e la consapevolezza culturale in
tema di energia e ambiente. Fa parte del sistema MUSIL, museo dell’industria e del lavoro di Brescia. La centrale di Cedegolo, sede del Museo, fu costruita tra il 1909 e il 1910 ad opera della Società Elettrica Bresciana per sfruttare la caduta delle acque
derivate dal comune di Malonno sul versante orografico destro del fiume Oglio; passata all’Enel con la nazionalizzazione, è rimasta in attività da sino al 1962, quando per motivi tecnici è uscita di produzione ed è stata impiegata come magazzino a servizio del
sistema idroelettrico della Valle. Nel settembre 2000 il Comune di Cedegolo ha acquistato la centrale dalla SEI S.p.A. allo scopo di
realizzare un museo dedicato all’energia idroelettrica.

Il complesso museale è costituito da una palazzina posta tra la ex strada statale 42 ed il fiume Oglio. Il corpo centrale dell’edificio,
negli anni di attività era adibito a sala macchine, fornito di turbine, alternatori e strumentazione di controllo; un corpo più stretto a
sviluppo verticale, suddiviso in quattro piani destinati alla trasformazione dell’energia elettrica.

Il corpo a torre, costruito successivamente, fungeva da struttura di servizio. Nell’anno 2003, a seguito di concorso viene affidata la
progettazione della struttura museale all’architetto Claudio Gasparotti.

Il progetto attuato consente la strutturazione di un progetto architettonico concepito come un ambiente urbano entro cui il
percorso museale diviene piazza tecnologica. Le contrastanti proprietà dei materiali utilizzati sono enunciazione del tema
espositivo che, dall’idraulica all’elettromagnetismo, rappresenta sia la visibile fisicità della goccia d’acqua quanto l’invisibile astrattezza dell’elettricità.

Questo doppio registro linguistico, interpretato emblematicamente dal gruppo turbina-alternatore collocato nella posizione centrale del museo, è rappresentativo del progetto e, nella cultura del Novecento, metafora della modernità.

Oggi l’edificio appare nella sua forma originaria, bianca e austera, come se i suoi oltre cento anni di vita fossero trascorsi in un lampo: la velocità dell’elettricità, della luce e della modernizzazione. Per progetto scuole e visitatori il museo è aperto al pubblico il
Sabato e la Domenica dalle 14 alle 18.

LA MOSTRA
L’esposizione di Cedegolo propone alcune immagini inedite della tragedia fornite dal centro studi ANA ed appartenenti all’archivio
Francesco Maglia, oltre alle rielaborazioni grafiche dei rilievi e delle prime proposte per il recupero dei ruderi della caserma, prodotte dagli allievi dell’istituto Tecnico Olivelli-Putelli guidati dai loro insegnanti. Il percorso dell’esposizione prosegue con cinque opere di grande formato (2×1,6 mt) realizzate nel corso del Simposio di Pittura di Temù, dedicato alla grande guerra che per quattro anni proporrà a pittori selezionati una residenza a Temù per trattare il tema della Guerra Bianca. Per la prima volta, in una
diversa sede del Simposio, vengono esposti questi lavori realizzati nel corso del primo simposio nel 2015 da affermati artisti guidati dal professor Bruno Gandola, insegnante a Brera: Pierangelo Benetollo, Andrei Maksimjuk, Marco Odello, Ermanno Poletti a questi si aggiunge il camuno Fabio Peloso con una sua scultura dedicata alla grande guerra.

Il percorso della mostra si conclude con un ciclo di opere realizzate da Edoardo Nonelli per illustrare una antologia poetica dedicata alla Pace. Sono alcuni dei 43 disegni in bianco e nero realizzati appositamente per illustrare ogni singola poesia, ispirati dai testi poetici ed ambientati prevalentemente sul territorio martoriato della nostra Vallecamonica in quegli anni; sono il segno del linguaggio artistico espresso con la parola poetica di illustri autori ed il segno grafico dell’arte per esternare il sentimento contemporaneo sul bene insostituibile della Pace. L’antologia, voluta dalla associazione Pontedilegno-Mirella cultura, è edita dalla Nomos edizioni con una significativa prefazione di Eugenio Fontana che definisce la poesia bellezza che salverà il Mondo pur essendo «…il linguaggio più difficile a comprendersi ma è l’unico in grado di aprire un passaggio verso l’infinita, eterna bellezza». L’antologia porta il semplice titolo «42 voci per la pace».

Musil Cedegolo 10_mini_mini

La mostra rimarrà aperta negli orari del Museo sino al 10 giugno ed ha visto il coinvolgimento di più artisti e fotografi, in particolare Ezio Gulberti nel coordinamento delle iniziative; Edoardo Nonelli, nell’allestimento mostra e Andrea Belotti per i testi della mostra. La guerra sull’uscio di casa elaborati caserma Campello ISTITUTO OLIVELLI PUTELLI-Darfo, con fotografie in mostra Archivio Francesco Maglia e opere di BRUNO GANDOLA, PIERANGELO BENETOLLO, ANDREI MAKSIMJUK, EDOARDO NONELLI, MARCO ODELLO, FABIO PELOSO, ERMANNO POLETTI. Brani musicali cantati da mezzosoprano DANIELA BELOTTI, tecnico del suono Gianbattista Carli.


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