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Cedegolo: il Musil ricorda Gino Bartali, mito sportivo ed eroe silenzioso della Seconda Guerra Mondiale

mercoledì, 23 agosto 2017

Cedegolo – Venerdì 25 agosto, nell’ambito della mostra Bicicletta mon amour dedicata ai 200 anni della bicicletta, il Museo dell’Energia Idroelettrica di Cedegolo mette in scena una delle più belle storie di coraggio delle pagine del  “ciclismo” italiano

Dal settembre del 43, fino a metà settembre del ’44, le forze d’occupazione nazista e la Repubblica sociale italiana attuarono uno stretto controllo sul territorio fiorentino. Le condizioni di vita della popolazione si fecero sempre più difficili e crebbe di intensità e di durezza la persecuzione antiebraica.

E’ in questo scenario che Firenze si organizzò con una pluralità di reti partigiane e antifasciste che si opposero alle azioni degli occupanti nei confronti di civili ed ebrei (clicca sulla locandina per ingrandirla).locandina

Tra queste la rete del Cardinale Dalla Costa e del Rabbino Nathan Cassuto salvò centinaia di ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti. La rete clandestina di salvataggio si adoperò non solo per nascondere i profughi ebrei nei vari monasteri e istituti religiosi ma anche per portali al sicuro fuori dai confini italiani.

In questa organizzazione il ruolo di Gino Bartali fu determinante. Reclutato proprio da Dalla Costa, il grande campione del ciclismo, consapevole di rischiare la propria vita, aderì senza esitazione alla richiesta di aiuto del Cardinale contribuendo a salvare,  tra il ’43 e il ’44, centinaia e centinaia di cittadini ebrei.

Con il suo adorato “cancello”, così il “Ginettaccio” chiamava la sua bicicletta da corsa, pedalò per molti chilometri, simulando lunghi ed estenuanti allenamenti  tra Firenze e Assisi, con il solo scopo di trasportare nel telaio fotografie e documenti di identità contraffatti. Documenti falsi che permisero a più di 800 ebrei di espatriare e sfuggire alla follia nazista.

Una storia di coraggio e tenacia, per anni tenuta segreta dallo stesso Bartali e raccontata solo al figlio Andrea, che rivive oggi nello spettacolo teatrale Gino Bartali eroe silenzioso tratto dal libro La corsa giusta di Antonio Ferrara e prodotto da Luna e Gnac Teatro per la regia di Carmen Pellegrinelli.

Lo spettacolo, che ripercorre la vita del grande ciclista toscano e il suo impegno civile in difesa del valore della vita umana e della pace, sarà allestito sulla piattaforma del Museo dell’Energia Idroelettrica di Cedegolo dalle ore 21 di Venerdì 25 agosto. Costo del biglietto 4 euro. Prenotazione consigliata chiamando il numero 0364 61196.


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