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Capo di Ponte: maestra violenta a Cemmo, la Cassazione chiede una pena più severa

martedì, 2 febbraio 2016

Capo di Ponte – Pena troppo lieve, la Cassazione chiede una pena più severa per maltrattamenti e non come “correzione dei metodi correttivi”.

La vicenda risale al 2012, quando la maestra -  A. C., ai tempi 48enne – venne arrestata  per aver alzato le mani nei confronti di alcuni suoi alunni di terza alla scuola elementare Pietro da Cemmo di Capo di Ponte (Brescia). In Primo grado l’insegnante venne  condannata a un anno.

Invece in Secondo grado la Corte d’Appello ha ridimensionato le accuse alla maestra per avere alzato le mani nei confronti di alcuni alunni. Così la Prima sezione penale della Corte d’Appello ha riformulato la pena, riducendola a quattro mesi. Accogliendo la linea difensiva secondo la quale mancava l’elemento soggettivo del reato – l’intenzione di fare del male – i giudici aveva scagionato l’insegnante dall’ipotesi dei maltrattamenti.

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Oggi il colpo di scena della Cassazione che ha accolto il ricorso del Procuratore generale e chiesto alla Corte d’Appello di “rigiudicare” l’insegnante per il reato di maltrattamenti, quindi con una pena più severa.


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