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Capo di Ponte e Valsaviore, Lega Nord presenta mozione all’Unione dei Comuni: “Basta clandestini”

lunedì, 24 agosto 2015

Capo di Ponte – Non solo l’Alta Valle è coinvolta nella battaglia politica sull’accoglienza ai profughi. Prima la querelle tra il deputato camuno Caparini e l’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Camonica, ora la mozione leghista in media Valle Camonica.foto valle camonica

La Prefettura di Brescia nei giorni scorsi ha fatto pervenire a tutti i Sindaci della provincia una missiva con la quale chiede di rendere nota l’eventuale disponibilità del comune a mettere a disposizione strutture di accoglienza per gli immigrati che stanno sbarcando in massa sulle coste italiane. Tale richiesta è stata reiterata ai sindaci camuni nel corso dell’incontro svoltosi a Breno e promosso dalla Comunità Montana.

“Chiediamo fermamente – spiega Lorenzo Tiberti, segretario cittadino della Lega Nord – che i cinque comuni della Valsaviore non cedano alle richieste della Prefettura. Non è vero che i comuni sono costretti ad accogliere questi clandestini, un Sindaco infatti può fare molto per impedirne l’arrivo, sia dai privati che soprattutto nel pubblico. Ad esempio a Bagnolo Mella, Adro, Verolanuova, Capriolo, Piancogno, Losine (tutti comuni amministrati dalla Lega Nord) non ci sono “profughi” e non sono state messe a disposizione strutture per l’accoglienza”.

“Crediamo – continua – che in un momento tanto delicato e grave per l’economia del nostro Paese, con molte famiglie in seria difficoltà che alla politica e alle istituzioni (e i comuni sono quelle più vicine al cittadino) chiedono risposte e un sostegno economico, un lavoro, una casa, manifestando un terribile disagio che coinvolge tutta la comunità, il primo dovere di un Sindaco debba essere quello di pensare prima di tutto ai propri concittadini ed alle loro necessità e che le risorse impiegate per mantenere gli immigrati clandestini debbano invece essere utilizzate per garantire l’identico sussidio di 35/40 euro al giorno ai disoccupati, ai cassaintegrati, alle casalinghe, ai disabili, ai pensionati, agli anziani e famiglie in difficoltà economica.”

Gli fa eco Severino Damiolini, Responsabile enti locali di Sezione e Consigliere dell’Unione dei Comuni della Valsaviore, che ha immediatamente presentato una mozione sull’argomento: “Con la nostra mozione chiediamo che i cinque sindaci rispondano in modo fermamente negativo alla richiesta di ospitare immigrati in strutture e in luoghi pubblici e che l’Assemblea prenda atto che nel territorio della Valsaviore non sussistono le condizioni per aprire nessun centro di accoglienza, non esistono stutture idonee a tale scopo, non vi sono risorse da impiegare a tale scopo ed in ogni caso, anche se ci fossero, l’accesso alle stesse andrebbe riservato in via prioritaria ai nostri cittadini difficoltà”.

“I comuni amministrati dal PD – conclude – continuano a sottrarre risorse ai propri cittadini per destinarle alla cosiddetta “accoglienza”, facendo finta di non vedere che dietro a quello che è un vero e proprio business si celano, spesso, interessi economici non indifferenti che fanno “ingrassare” le casse delle associazioni e delle cooperative che si occupano di questi disperati.”


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