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Campanacci d’Italia, a Berzo Inferiore e Bienno il Festival dei suoni pastorali

venerdì, 9 giugno 2017

Valle Camonica - A Berzo Inferiore e Bienno in Valle Camonica domani – sabato 10 giugno – e domenica 11 giugno si svolgerà il festival “Campanacci d’Italia”, tema della 3^ edizione del Festival dei suoni pastorali nell’ambito della Fiera della Sostenibilità nella Natura Alpina. E’ un appuntamento per allevatori e appassionati di tradizioni contadine che vede convergere in questi antichi borghi allevatori, esperti, fabbri, studiosi e collezionisti da diverse parti d’Italia.

E’ una due giorni di artigianato e cultura, che comprende la Mostra di campanacci italiani, il convegno “Le ciocche di Bienno”, il concorso “Il campanaccio più bello”, la libera compravendita e scambio del nuovo e dell’usato, un laboratorio di forgiatura e riparazione dei campani con riproduzione della ciocca di Bienno. Cioche Bienno 0

Se le edizioni precedenti si sono incentrate sulla riscoperta del corno alpino, raffigurato proprio a Berzo Inferiore (Brescia) in un affresco del 1400 nella chiesa di San Lorenzo, la manifestazione del weekend vuol dare risalto a un altro strumento sonoro del mondo agropastorale che vanta a Bienno una tradizione plurisecolare. Il campanaccio biennese è difatti un modello inconfondibile nel ricco panorama di varietà italiane di campani per armenti, apprezzato in tutto il nord Italia negli ultimi secoli e prodotto fino alle soglie del 2000. Durante il fine settimana ne verrà rilanciata la produzione grazie a una stretta collaborazione tra diverse realtà del territorio, dal Parco dell’Adamello che ha sempre sostenuto questo ambito di ricerca e sviluppo dell’artigianato locale, al professor Giovanni Mocchi, etnografo che ha allestito la mostra dei Campanacci d’Italia, al Museo etnografico “El Balaröl” di Berzo Inferiore, che si è fatto coordinatore del progetto, alla ‘Scuola in fucina’, associazione di fabbri forgiatori che a Bienno vantano una tradizione che risale al 1600 e che sarà protagonista della ripresa del modello di campanaccio tradizionale.

L’EVENTO
La manifestazione rientra nell’ambito del ricco programma della Fiera della Sostenibilità nella Natura Alpina, un evento di promozione territoriale giunto alla sesta edizione. Quest’anno il titolo della Fiera è “Una Valle su Due Ruote” e due sono le tematiche chiave su cui si incentrano gli eventi culturali. La prima è la proposta di candidatura della Valle Camonica e Alto Sebino a Riserva della Biosfera dell’Unesco (Man and Biosphere – MaB) mentre il secondo tema, in perfetta coerenza con il programma MaB, prende origine dal fatto che nel 2017 ricorrono i duecento anni dall’invenzione della bicicletta.

Il festival “Campanacci d’Italia” prende il via sabato 10 giugno alle 15 nella prestigiosa cornice cinquecentesca della Chiesa di San Lorenzo in Berzo Inferiore con il convegno “Le ciocche di Bienno. La Storia, i protagonisti, i reperti”. “Quella dei campanacci di Bienno è una delle tante storie di grande artigianato italiano che rischia di scomparire nel passaggio generazionale – afferma Giovanni Mocchi, l’etnomusicologo che ha progettato l’iniziativa – Fino al 2000 l’attività è stata portata avanti dalla casata dei Silistrini ed ora il testimone passa ai fabbri biennesi, anche grazie alle competenze del Mastro forgiatore valdostano Mauro Savin che in laboratorio lavorerà al loro fianco per ridare forma e vita a una tradizione plurisecolare”.

IL CONVEGNO
Viene ricostruita la storia dei forgiatori di Bienno. Grazie alle sue numerose fucine, nel 1600 Bienno era un florido paese, con collegamenti commerciali fino in Spagna. Nell’Estimo della Repubblica Veneta del 1753 alla voce Bienno si legge: “Lavoranti di ferrarezza: mastro Giacomo Bonale lavorante di chiocche; Pietro Fanti lavorante di campanelli”. Nel 2000 si concludeva a Bienno la produzione dei campanacci per armenti, un manufatto locale altamente apprezzato non soltanto in Valle Camonica e distribuito dal Veneto al Piemonte fino in Toscana. Con la scomparsa di Mario Silistrini, detto Caìcio, maister forgiatore, maniscalco ma anche esperto di veterinaria, instancabile lavoratore, terminava una tradizione già documentata nel Settecento, ma sicuramente antecedente. In paese la dinastia dei Silistrini, il padre Battista e lo zio Bortolo, facenti parte di un casato storico di Bienno che risale al Cinquecento, fu preceduta da Giuseppe Milesi (1848), detto Profeta, artigiano che fece della forgiatura di campanacci la sua attività elettiva e da Salvetti Domenico, abilissimo costruttore di meccanismi per orologi. Caratteristica dei campani di Bienno è la forma arrotondata, che accompagna l’anatomia dell’animale e il suono morbido, udibile a grande distanza. Un volantino pubblicitario “Silistrini Battista & figli – fabbrica speciale campani in acciaio bronzato, Bienno (Brescia)” ne indicava 37 misure.

LA MOSTRA CAMPANACCI D’ITALIA
Prima esposizione integrale dei modelli di campanacci prodotti in Italia, con documentazione archeologica che risale al periodo dell’antica Roma e organizzazione dei reperti per aree geografiche. L’UNESCO ha recentemente riconosciuto la forgiatura dei campanacci portoghesi patrimonio mondiale dell’umanità. L’Italia, rispetto ai soli due modelli prodotti in Portogallo, presenta infinite varietà, dialetti sonori che cambiano di valle in valle, con una ricchezza di tradizioni che meritano l’attenzione internazionale. La mostra è il primo passo verso una candidatura anche italiana.

LIBERA VENDITA E SCAMBIO DEL NUOVO E DELL’USATO
Diversi forgiatori italiani partecipano alla mostra mercato in Piazza Umberto I di domenica 11 giugno, dove sono allestiti spazi gratuiti per espositori e privati.

CONCORSO IL CAMPANACCIO PIÙ BELLO
L’iniziativa ha l’obiettivo di avviare una documentazione sulla produzione locale attraverso la collaborazione dei tanti che hanno utilizzato e ancora conservano i campanacci locali. Un premio speciale è difatti dedicato al campanaccio biennese. Altri premi vengono assegnati ai campani di varia provenienza, italiana o straniera.
A tutti viene rilasciato u attestato di partecipazione.

LABORATORIO DI CIOCCHE BIENNESI
Con la collaborazione del Mastro forgiatore valdostano Mauro Savin e l’associazione ‘Scuola in Fucina’ di Bienno viene riavviata la produzione della ciocca di Bienno. È possibile inoltre richiedere la riparazione di campanacci e la forgiatura di battagli.

In programma ci sono visite guidate agli aspetti artistici dei paesi e bancarelle di prodotti artigianali.


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