QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad
Ad
Ad

Ad

Caccia in deroga, oltre tredicimila bresciani attendono novità

lunedì, 5 agosto 2013

Brescia – Il territorio del Bresciano e delle sue valli è tra quelli maggiormente interessati all’iniziativa sulla caccia in deroga avviata dalla Regione Lombardia. Sono almeno tredicimila i cacciatori del Bresciano che attendono il via libera al provvedimento. L’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava intende abbattere il muro che, in sede europea, impedisce l’autorizzazione del prelievo venatorio in deroga. Il primo passaggio in questo senso è rappresentato dall’invio di un progetto per la caccia in deroga al Dipartimento per le Politiche europee e alla competente Direzione della Commissione europea.

PARERE INVIATO A UE

“Abbiamo inviato  - spiega l’assessore  regionale con delega alla Caccia – al Dipartimento per le Politiche europee e alla Direzione Ambiente della

Commissione europea un progetto che contiene gli indirizzi che vorremmo assumere per disporre l’apertura della caccia in deroga in Lombardia. Su quel progetto ho chiesto un parere formale della Commissione europea con l’intento di ottenere le  indicazioni necessarie per addivenire a un regime derogatorio rispettoso delle direttive comunitarie”.

PAROLA D’ORDINE: LEGALITA’

“La parola d’ordine – assicura l’assessore – resterà ‘legalità’. Negli anni passati le pressioni esercitate dalle associazioni venatorie hanno indCaccia1otto

la politica a compiere scelte sbagliate, fino a giungere a un regime di deroga non coerente con le prescrizioni comunitarie. Ci? ha trascinato l’Italia e, in particolar modo, la Lombardia, in uno stato avanzato della procedura d’infrazione. Oggi  l’adozione di atti amministrativi, senza preventiva consultazione con gli organi interni (Ispra e Ministero delle Politiche comunitarie) e validazione da parte della Commissione Europea, potrebbe costare caro alle tasche dei contribuenti lombardi, che dovrebbero sopportare il peso delle sanzioni pecuniarie che scatterebbero a causa della procedura d’infrazione comunitaria”.

L’INNOVAZIONE

“Rispetto al passato –  prosegue Fava – la scienza e la giurisprudenza assumono in questa proposta una valenza fondamentale. Il calcolo delle piccole quantità prelevabili in deroga è effettuato attraverso  l’ausilio delle più attendibili pubblicazioni scientifiche in materia; la deroga si limita a tre sole specie (storno, fringuello e peppola), si introducono sistemi di monitoraggio per assicurare il rispetto dei limiti quantitativi posti al prelievo, prevedendo, qualora si rendesse necessario, perfino l’adozione di sistemi innovativi come l’utilizzo della  tecnologia sms sulla scorta di quanto già accade in altri Paesi europei (per esempio Malta)”.

L’IMPEGNO

“La Regione Lombardia è impegnata sul tema - assicura l’assessore -. Così com’è indiscutibile il fatto che per nessun motivo esporr? i cittadini lombardi al
rischio di una pesante sanzione pecuniaria. Renderemo noti gli esiti dell’interlocuzione aperta con Ministero e Commissione europea appena ne entreremo in possesso. Su questi esiti apriremo quindi il confronto e un ulteriore approfondimento con quelle associazioni venatorie che già in questi mesi hanno dimostrato responsabilità nei confronti della comunità e spirito di collaborazione con il mio Assessorato”.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136