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Caccia in deroga: approvata mozione dal Consiglio regionale lombardo

mercoledì, 6 luglio 2016

Milano – Approvata dal Consiglio regionale lombardo una mozione che chiede alla Giunta di adoperarsi per l’adozione di una delibera autorizzativa del prelievo venatorio in deroga alle specie storno, fringuello e peppola per la stagione venatoria 2016-2017. Nel merito sono intervenuti il primo firmatario e consigliere regionale del gruppo “Maroni Presidente” Alessandro Sala e il consigliere regionale della Lega Nord Fabio Rolfi. “Esprimiamo grande soddisfazione per l’accoglimento del nostro appello da parte del Consiglio regionale. Il voto favorevole da parte dell’Aula – spiegano i consiglieri – impegna inoltre la Giunta a ricorrere fino alla Corte di Giustizia Europea, in caso di ricorsi contro la delibera. Finalmente chiarezza! Una volta per tutte o si potrà cacciare queste specie o si saprà che non c’è nulla da fare. Questo è quello che chiedono i cacciatori che ogni anno attendono vanamente risposte in merito”. “Ringraziamo i consiglieri regionali che hanno votato a favore. Ribadiamo che la deroga è un diritto che la UE consente di esercitare a determinate condizioni quali ad esempio la piccola quantità, che Ispra però dovrebbe calcolare. Anche quest’anno però l’Ispra ha dichiarato di non essere in grado di fornire i dati. Considerando però che questo parere è obbligatorio ma non vincolante – concludono in consiglieri Sala e Rolfi – riteniamo che la Giunta regionale debba deliberare per consentire la caccia in deroga per la stagione venatoria 2016-2017”.

TEMA D’ATTUALITA’
Il tema della caccia in deroga torna di attualità in Consiglio regionale: via libera infatti a scrutinio segreto con 35 voti favorevoli, 24 contrari e 4 astenuti alla mozione presentata da Alessandro Sala (Lista Maroni), che impegna la Giunta ad adottare una delibera autorizzativa del prelievo venatorio in deroga alle specie storno, fringuello e peppola per la stagione venatoria 2016-1017. Il documento chiede inoltre alla Giunta regionale, qualora vi sia una impugnazione degli atti amministrativi davanti al TAR, di procedere alla richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea e di impugnare davanti al TAR un eventuale atto di annullamento da parte del Consiglio dei Ministri. “I pareri rilasciati da ISPRA sono obbligatori, ma non vincolanti –ha sottolineato nel suo intervento il primo firmatario Alessandro Salae le Regioni, a fronte di valide motivazioni, possono quindi non tenerne conto: ritengo pertanto che sussistano tutte le ragioni per cui in Lombardia si possa autorizzare il prelievo venatorio di specie che tra l’altro, se presenti in numero consistente, possono creare danni significativi alla nostra agricoltura”.

La mozione è stata sottoscritta anche da alcuni esponenti dei gruppi Lega Nord, Lista Maroni, Forza Italia, NCD e PD.  Si sono espressi a favore della mozione i Consiglieri Mario Barboni (PD), Dario Bianchi e Fabio Rolfi (Lega Nord), che nei loro interventi hanno sottolineato come, pur consapevoli della difficoltà del percorso, sia comunque importante aprire un confronto con le istituzioni europee e nazionali, “anche perché –ha detto Fabio Rolfi-  la caccia in deroga, a determinate condizioni, è comunque prevista dalla legge stessa, nonostante ISPRA rilasci ogni anno lo stesso identico parere fotocopia dell’anno precedente senza verificarne l’eventuale sussistenza”.

Hanno dichiarato il loro voto contrario Marco Carra (PD), Silvana Carcano e Giampietro Maccabiani (M5Stelle), che hanno evidenziato come questo sia “un atto pericoloso, che non rispetta le regole e presenta profili di illegittimità”.
L’Assessore regionale all’Agricoltura Giovanni Fava si è rimesso alla decisione dell’Assemblea regionale.


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