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Brescia: l’abbraccio al nuovo vescovo, monsignor Tremolada. Messaggio: “Va ritrovata la gioia di vivere”

domenica, 8 ottobre 2017

Brescia – La provincia e le città di Brescia hanno abbracciato monsignor Pierantonio Tremolada, nuovo vescovo di Brescia, che oggi ha fatto il suo ingresso ufficiale in diocesi. Ai diversi appuntamenti dalla periferia alla città, in particolare Castegnato, Chiari, quindi le varie tappe a Brescia è stato accolto dai fedeli, gruppi e associazioni.

Tremolada vescovo Brescia

Presenti le autorità civili e militari, il sindaco Emilio Del Bono, il presidente della Provincia di Brescia, Pierluigi Mottinelli, senatori e deputati bresciani, il prefetto di Brescia, il presidente della Corte d’Appello, il questore, i comandanti provinciali dei Carabinieri e della Finanza, il comandante dell’aeronautica con sede a Ghedi, i rettori dell’Università Cattolica di Milano e di Brescia e dell’Università statale di Brescia.

In cattedrale dove è arrivato dopo aver attraversato la provincia e reso omaggio alla stele dei Caduti di Piazza della Loggia monsignor Tremolada ha pronunciato la prima omelia da vescovo di Brescia: “Il momento che stiamo vivendo è uno quelli che segnano la vita e rimangono incisi per sempre. Questo almeno per me”.

Monsignor Pierantonio Tremolada ha posto alcuni interrogativi: “Stiamo scivolando dolcemente, senza che ce ne accorgiamo, verso una diminuzione della gioia di vivere. L’esistenza sta smarrendo la sua profondità e il senso di mistero che la avvolge. Un triste individualismo, assecondato dalla logica del consumo e dell’enfasi della tecnologia, sta rendendo più grigio il nostro orizzonte. Ma non possiamo certo consegnare le grandi domande della nostra coscienza al mercato e alla tecnica. C’è un umanesimo nobile da riscoprire, la cui verità è riconosciuta delle grandi anime, sia di alta cultura che di semplici origini”. Quindi il neo vescovo di Brescia ha lanciato un messaggio ai giovani: “Solo insieme a loro sapremo leggere il momento presente e solo garantendo il loro futuro noi adulti onoreremo il compito che ci è stato affidato” e affrontato il tema dell’immigrazione: “Stiamo assistendo ad una trasformazione epocale il cui dato più evidente è la mescolanza delle popolazioni. Se molti temono il conflitto di civiltà noi auspichiamo l’incontro delle culture e faremo di tutto per promuoverlo e coltivarlo”.

Infine ha ricordato le sfide che attendono la chiesa bresciana. Nel solco della continuità, ha citato il documento del Consiglio pastorale diocesano “Missionari del Vangelo della gioia. Linee per un progetto pastorale missionario” e ha parlato di una pastorale dei volti. “Il Vangelo – ha concluso – è la risposta alle domande di senso dell’uomo”.

Al termine ha saluto il suo predecessore, monsignor Luciano Monari, e le comunità milanesi dove ha svolto il ministero nel corso degli ultimi anni.


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