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Breno, l’ex vicesindaco Simona Ferrarini: “Non condivido certe scelte, ecco perché mi sono dimessa”

domenica, 15 maggio 2016

Breno – Dopo le dimissioni da vicesindaco di Breno, Simona Ferrarini ha spiegato le motivazioni in una lunga lettera (Nella foto sotto, la seconda da destra).  

valle dei segni ferrarini cappellini

Perché ho deciso di rimettere nelle mani del sindaco tutte le deleghe a me conferite? È impossibile collaborare in modo serio e costruttivo quando vengono a mancare rispetto e fiducia, quando scelte, tempi e modalità di lavoro non sono davvero condivisi. È impossibile credere alla lettera inviatami dal sindaco, che dovrebbe essere una lettera di scuse, dove però manca la reale consapevolezza di aver usato atteggiamenti e parole chiaramente offensivi; dove l’imperativo è quello di adeguarsi alle decisioni del gruppo con immediate dimissioni da ogni carica ricoperta da me negli enti comprensoriali. Ma è necessario fare chiarezza.

Il mio impegno negli enti comprensoriali è stato portato avanti con serietà e passione; ho conosciuto funzionari e tecnici seri e impegnati e colleghi assessori, tutti, convinti della necessità di lavorare uniti per il bene della Valle Camonica: questa peraltro è sempre stata la dichiarazione programmatica dei presidenti di Comunità montana e Bim. Il mio impegno nel Comune di Breno è stato altrettanto intenso e sempre comunque da me ritenuto prioritario rispetto a ogni altra attività. I due incarichi non sono mai stati in contrasto!

Non ho mai condiviso la decisione del sindaco di Breno di uscire dalla maggioranza degli enti comprensoriali, non tanto per il mio ruolo (peraltro di cultura al sindaco non è mai importato molto), quanto per il complesso di attività e risultati realmente raggiunti da Comunità e Bim in questi anni. Coerentemente quindi ho sostenuto tale posizione negli incontri con il gruppo del Comune di Breno e non ho condiviso l’atteggiamento del sindaco che ha dapprima parlato di comunicare l’uscita del Comune dalla maggioranza dei due enti alla metà di giugno, poi ai primi giugno e ora lo fa a metà maggio. Non è certamente per il bene del paese che  l’Amministrazione giunge a isolarsi proprio nel momento in cui tutta la Valle, consapevolmente, sta cercando di condividere strategie e obiettivi a breve e a lungo termine. Mi si chiede, o meglio mi si impone, di adeguarmi alle decisioni del gruppo: far parte di un gruppo non vuol dire subire passivamente decisioni che vanno a offendere un ruolo svolto con serietà e impegno; non vuol dire condividere affermazioni su tematiche che avrebbero potuto e dovuto essere affrontate apertamente nel gruppo civico di maggioranza e nelle pubbliche assemblee di Comunità e Bim. In tutti questi anni io sono stata in Comunità quale assessore esterno senza alcuna delega del Comune di Breno, eletta quindi dall’assemblea dei sindaci. I rappresentati delegati da Breno (Lino Giacomelli, Alessandro Panteghini, Francesco Moscardi) hanno partecipato a gruppi e assemblee senza mai far sentire la loro voce.

Democraticamente ognuno può e deve parlare, perché i miglioramenti devono passare dall’interno, mentre le critiche a posteriori sono sterili e inutili. Sono giunta alla sofferta decisioni di rimettere ogni delega nelle mani del sindaco (vicesindaco, assessore alla Cultura e al Turismo, assessore al Personale e Affari generali), perché diversamente dalla reale, proficua e seria collaborazione che ha caratterizzato per molti anni il nostro modo di lavorare, si è giunti a un rapporto superficiale, a una ripetuta mancanza di tempo, da parte del sindaco, per ascoltare, condividere e discutere. Si è giunti a momenti chiusura, di mancanza di rispetto, di autoritarismo. Ritengo che ora non sia in nessun modo possibile riprendere un dialogo che, non per mia volontà, è stato interrotto.

Rimango nell’Amministrazione comunale in qualità di consigliere, ruolo assegnatomi dai cittadini con i loro voti; per rispetto dei cittadini stessi, quindi, al momento non mi allontano definitivamente dalla vita amministrativa”.


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