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Breno: le associazioni ambientaliste contro la Comunità Montana Valle Camonica. Chiesto l’intervento della Regione

lunedì, 21 dicembre 2015

Breno – Cresce la protesta e dopo lo scontro in Consiglio comunale a Breno, le Associazioni ambientaliste hanno preso carta e penna e scritto all’assessore Terzi, con un messaggio chiaro: “Non svendete il Parco dell’Adamello”.  Sono già state raccolte 1.700 firme  per i confini parco Adamello: una petizione on line, sulla piattaforma change.org, «Giù le mani dal Parco dell’Adamello», lanciata dalle associazioni ambientaliste del territorio camuno.

Tutto è partito dalla richiesta del Comune di Breno, appoggiata dalla Comunità montana, di ridurre di oltre un milione di metri quadrati il Parco dell’Adamello nella zona di Cadino, giustificato dalla necessità di ridefinirne i confini, che in quella zona sono poco chiari. Secondo gli ambientalisti e gli anti caccia si tratterebbe di “mantenere fede alle promesse elettorali fatte ai cacciatori locali” da parte del sindaco di Breno. Per questo le 11 associazioni hanno lanciato un “allarme parchi in Lombardia”, affermando che una simile riduzione costituirebbe “un precedente devastante per l’intero sistema regionale”, visto che la normativa prevede la riduzione dei parchi solo in caso di motivata e comprovata perdita delle valenze naturalistiche delle aree. Ora si libererebbe dal vincolo di parco naturale una vasta area, nonostante il parere contrario del Parco Adamello. Le associazioni hanno così scritto all’assessore regionale all’Ambiente, alla commissione che esaminerà il caso e a tutti i consiglieri regionali proponendo una loro soluzione: portare il confine meridionale del Parco naturale, tra Bazena e Cadino, in corrispondenza della provinciale 345, perché «è vero che l’attuale confine è di difficile leggibilità, dato che anche la soluzione del Comune di Breno riporta uguali problematiche.

L’INIZIATIVA

Cresce quindi l’allarme Parchi Regionali in Lombardia. In Valle Camonica – secondo gli ambientalisti – si è creata una situazione drammatica, surreale e inaudita: il Comune di Breno ha chiesto e otteparco del lago moronuto dalla Comunità Montana una richiesta formale indirizzata a Regione Lombardia per sottrarre al Parco Naturale oltre un milione di metri quadrati di territorio a forte vocazione naturalistica.

IL DOCUMENTO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

“La richiesta formalizzata dal sindaco Sandro Farisoglio, come spiega la delibera del Consiglio Comunale n.12 adottata nella seduta del 5 luglio 2012, trova le sue origini e motivazioni in una promessa elettorale fatta ai cacciatori locali, in spregio al buon senso ed alla normativa regionale vigente che prevede la riduzione dei parchi naturali solo in caso di motivata e comprovata perdita delle valenze naturalistiche delle aree già perimetrate (come da nota F1.2012.0018753 inviata da Regione Lombardia alla Comunità Montana il 27.09.2012).

Ma le logiche politiche, soprattutto nei mesi estivi e a cavallo delle feste natalizie, non conoscono limiti e dunque la Comunità Montana, con in testa l’Assessore al Parco, ha deciso di sostenere la richiesta del Comune di Breno sostenendo che gli attuali confini non sono chiari e proponendone di nuovi ancora meno chiari, ma utili a liberare dal vincolo di Parco Naturale un’area vasta quanto 123 campi da calcio, nonostante il parere contrario dell’Ufficio tecnico del Parco dell’Adamello (un settore della stessa Comunità Montana), consegnato in data 3 marzo 2015, redatto dal Direttore Dario Furlanetto.

L’area, infatti, non solo non ha perso affatto la propria vocazione naturalistica contribuendo in misura importante alla conservazione di specie di interesse comunitario in uno scenario faunistico provinciale per certi versi apocalittico che registra per numerose specie densità tra le più basse su scala alpina, ma oltre ad essere perimetrata Parco Naturale è anche perimetrata come Sito di Importanza Comunitaria-SIC ai sensi della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche e come Zona di Protezione Speciale-ZPS ai sensi della Direttiva 2009/147/CE concernente alla conservazione degli uccelli selvatici.

L’area in questione infatti è importante (vocazione alta) per la Coturnice (Alectoris graeca) e il Gallo forcello (Tetrao tetrix) – entrambe specie in Allegato I della Direttiva 2009/147/CE e il cui status di conservazione nel Parco viene classificato nel Piano di Gestione della ZPS IT 2070401 Parco Naturale dell’Adamello (adottato con deliberazione assembleare n.11 del 26/04/2013 della Comunità Montana di Valle Camonica) come “non favorevole – inadeguato”- così come per la Lepre variabile (Lepus timidus).

In tal senso ricordiamo che per le specie di galliformi citate viene stimata una consistenza numerica nel territorio del Parco già molto inferiore a quella potenziale e pertanto emerge l’assoluta necessità – anche per soddisfare gli impegni comunitari di conservazione delle specie che qualificano la ZPS – di mantenere ed ampliare la tutela di zone strategiche come quella in questione che ha un’eccezionale valenza anche per specie quali Aquila reale (All. I Direttiva 2009/147/CE), Pernice bianca (All. I, All. II/1, All. III/2 della Direttiva 2009/147/CE), Capriolo e Marmotta.

Oltre a ciò ricordiamo che tale ambito – ricompreso nel SIC “Pascoli di Crocedomini-Alta Val Caffaro“ – è caratterizzato da particolari fenomeni geologici e carsici unici nel Parco dell’Adamello, che conferiscono alla zona una notevole diversificazione di biotipi e paesaggi e qui vede la presenza di specie botaniche endemiche e rare.

Le Associazioni segnalano, inoltre, che una modifica a ribasso della superficie di un’area protetta caratterizzata da alti livelli di biodiversità sulla base di una banale promessa elettorale costituirebbe un pericolosissimo precedente che aprirebbe la strada a decine di altri tentativi analoghi, con il risultato di minacciare la tenuta del già precario sistema regionale di aree protette. In un’epoca nella quale sempre più chiaramente si evince lo stretto rapporto tra livelli di biodiversità, servizi ecosistemici, clima, economia e qualità della vita delle comunità locali, la Lombardia, che ebbe il merito di fare scuola su scala nazionale in relazione alla tutela del proprio patrimonio ambientale e territoriale mediante l’istituzione di aree protette regionali, passerebbe così alla storia per aver dato il via allo smantellamento del sistema di parchi in virtù di interessi molto particolari e a danno dell’interesse generale e delle generazioni future.

Per le ragioni citate, la risposta delle Associazioni non si è fatta attendere: pur riconoscendo la difficile leggibilità dell’attuale confine che non segue elementi territoriali riconoscibili, le Associazioni hanno evidenziato che anche il nuovo confine proposto riproporrebbe sostanzialmente le medesime problematiche e che tale incertezza verrebbe ovviato solo portando il confine meridionale del Parco Naturale – tra la località Bazena e la località Cadino della Banca – in corrispondenza della strada ex SS 345., che collega la Valle Camonica alla Val Trompia ed alla Val Sabbia.

Le Associazioni elencate in calce hanno dunque scritto all’Assessore Terzi, chiedendo di non cedere ad una politica locale miope disposta a svendere il futuro del proprio territorio e della propria comunità per piccoli calcoli elettorali, alla Commissione regionale che esaminerà il caso, chiedendo un’audizione urgente, e a tutti i consiglieri regionali per lanciare l’allarme circa il rischio che venga stralciata un’area protetta a vantaggio di piccoli interessi particolari, aprendo di fatto un precedente pericolosissimo per l’intero sistema di parchi e riserve lombarde”.

Se il richiamo delle Associazioni non dovesse essere sufficiente a garantire il rispetto delle norme regionali, nazionali e internazionali, le Associazioni si vedranno costrette a sollevare la questione nelle opportune sedi ministeriali e comunitarie.

UOMO E TERRITORIO PRO NATURA – Alessia Chiappini

LEGAMBIENTE VALLECAMONICA - Guido Cenini

GRUPPO ITALIANO AMICI DELLA NATURA - Italo Bigioli

ITALIA NOSTRA - Anna Maria Basché

ASSOCIAZIONE NATURALISTICO-CULTURALE NON PROFIT LOntànoVerde – Moira Troncatti

TAM COORDINAMENTO CAI VALLECAMONICA SEBINO - Sandro Gianni

CONFERENZA STABILE DELLE SEZIONI E SOTTOSEZIONI CAI DI VALLECAMONICA E SEBINO – Franco Capitanio

CAI CEDEGOLO - Claudio Gelmini

BIODISTRETTO VALLECAMONICA – Silvia Barbuti

OSSERVATORIO TERRITORIALE DARFENSE – Rosa Pedersoli

OSSERVATORIO TERRITORIALE EDOLESE – Dario Sonetti


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