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Breno: il violoncellista Mario Brunello suona e racconta Bach al Teatro delle Ali

mercoledì, 25 novembre 2015

Breno – Sabato 28 novembre Mario Brunello, uno dei musicisti più significativi a livello nazionale e internazionale, calcherà il palco del Teatro delle Ali di Breno per uno spettacolo tra racconto, confessioni e grande musica all’insegna di J. S. Bach.

mario brunelloMario Brunello è stato il primo musicista italiano a vincere il Concorso Internazionale Ciajkovskij e ha collaborato con tutti i più grandi della musica classica e non solo: da Abbado a Fresu, passando per Muti, Moni Ovadia e persino Marco Paolini e Margherita Hack.

L’APPUNTAMENTO
Il sipario del Teatro delle Ali di Breno torna ad aprirsi per un nuovo spettacolo di grande musica, il secondo della rassegna All Music. Sul palco il violoncellista Mario Brunello, uno dei musicisti più significativi dell’attuale panorama musicale italiano ed internazionale.

Per il Teatro delle Ali proporrà uno spettacolo dinamico che si svolgerà tra racconti, confessioni e tanta ottima musica, incentrato principalmente sulla figura del compositore J. S. Bach. L’appuntamento rispecchia in pieno l’indole di questo straordinario musicista, da sempre attento ai fermenti della musica contemporanea e aperto ad andare oltre i confini codificati dei generi.

Mario Brunello è un musicista dall’eccezionale curriculum: non solo è considerato uno dei migliori violoncellisti del mondo per la sua grande capacità interpretativa, ma il suo talento e la sua innata curiosità – che lo ha portato alle sperimentazioni e alle collaborazioni più disparate – lo rendono un artista versatile e unico nel suo genere.

Tanto per cominciare suona un violoncello Maggini del ’600, col quale si fa sempre ritrarre, e reso ancora più prezioso per il solo fatto di essere appartenuto a l violoncellista Franco Rossi; in seconda battuta è stato il primo musicista italiano a vincere il Concorso Internazionale Ciajkovskij, nel 1986, come miglior violoncellista.

Agli inizi della sua carriera artistica suona nell’Orchestra della Fenice di Venezia, diventa primo violoncello alla Scala, e ben presto inizia a suonare e collaborare con i più grandi direttori del mondo, tra cui Muti, Bychkov e Abbado. Si esibisce sia come solista che come direttore, fonda l’Orchestra d’Archi Italiana, nella musica da camera collabora con i migliori professionisti al mondo – da Kremer ad Accardo, passando per il Quartetto Alban Berg.

Apre le porte alle collaborazioni con altre forme d’arte – come dichiara lui stesso in un’intervista a Famiglia Cristiana: “La musica è in contatto obbligatorio con le altre arti, è una sua esigenza naturale unirsi alla parola detta bene” – e  questo lo porta, negli anni, a costruire spettacoli insieme a nomi del calibro di Paolo Fresu e Vinicio Capossela, spaziando fino a Moni Ovadia, Marco Paolini e persino Margherita Hack.

E in tutto questo Mario Brunello accetta anche di buon grado di essere definito il “musicista montanaro”: non solo perché da ragazzino avrebbe desiderato diventare una guardia forestale piuttosto che un musicista, ma anche perché il suo rapporto speciale e contemplativo con la natura – immerso nella quale si è spesso esibito – lo ha portato ad essere tra i fondatori e i primi ad esibirsi alla manifestazione I Suoni delle Dolomiti, che da ormai vent’anni porta nei rifugi in quota la musica più emozionante: “il silenzio è diverso lassù e il suono arriva direttamente al cuore”. Ora non resta che scoprirlo nell’intima e raccolta atmosfera del Teatro delle Ali di Breno.

 


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