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Il recupero delle antiche fontane camune è realtà in 17 Comuni

mercoledì, 7 ottobre 2015

Breno – Le antiche fontane della Valle Camonica sono state recuperate. Fino alla metà del secolo scorso, quando ancora non tutte le abitazioni avevano l’acqua corrente in casa le fontane erano innumerevoli ed erano presenti in quantità in ogni paese della nostra Valle Camonica.

Molte erano anche utilizzate come abbeveratoi per gli animali e sedi di lavoro delle massaie per lavare i panni, e oggi sono viste più come monumenti da preservare, oggetti artistici che raccontano spesso la storia di una località, di una via o di un borgo. Ora la Comunità montana ha deciso, sfruttando i fondi per il maxi progetto per Expo, di valorizzare le fontane più belle della vallata, restaurando, insieme a Vallecamonica Servizi e ai Comuni, quelle più significative e preziose.

Tutte le fontane pubbliche e molte su proprietà private erano state censite e catalogate, e dopo avere anche raccolte testimonianze sulla loro storia e, nei mesi scorsi, ben 33 fontane, distribuite in 17 Comuni, sono state sistemate e riportate alla bellezza di un tempo. Ora fanno bella figura di se la fonti sparse in tutta la Valle Camonica: ci sono le fontane delle piazze Roma a Bienno e a Capo di Ponte e quella di piazza del Comune a Breno, ci sono quelle dei Partì e dei Sucù a Borno e il lavatoio di Capo di Lago a Darfo Boario Terme, quella di Prabello a Berzo Demo e di piazza Pos de Zan a Cimbergo. I due paesi che hanno sistemato più punti acqua sono stati Vione, con 7, e Temù, con 6, dove le Amministrazioni hanno messo in atto uno specifico progetto allargato di recupero di tutti questi monumenti presenti in paese e nelle frazioni.

Lavatoio Sellero 1

La Comunità montana ha erogato contributi complessivi per 67mila euro, ma gli investimenti totali effettuati sul territorio sono stati più di 130.00 con i lavori su tutti i cantieri. Ora è il tempo di presentare il progetto complessivo effettuato, arricchito da un intervento del Distretto culturale che ha svolto una ricerca storica, avvalendosi di alcuni giovani ricercatori.

Sono state così raccolte testimonianze, interviste e racconti legati al mondo delle fontane, che finiranno in un opuscolo. Utilizzando questo materiale, Luciano Bertoli ha tratto spunto per una lettura scenica, che restituisce l’indissolubilità del rapporto tra la gente di montagna e l’acqua. Ne è nato lo spettacolo: «Nell’acqua della chiara fontana», che sarà messo in scena sabato alle 20.30 in sala congressi a Borno e poi anche sabato 31 ottobre, sempre alle 20.30, al teatro dell’oratorio di Angolo Terme.


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