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Breno, novità in arrivo sul caso Riva Acciaio dopo la manifestazione di ieri

martedì, 17 settembre 2013

Breno – Dopo lo sciopero di ieri prosegue il confronto sulla Riva Acciaio. Nelle prossime ore sono attese novità su una questione che necessita di una soluzione rapida per non perdere ordinativi e ripiombare nella crisi, come dichiarato dalle diverse sigle sindacali. Diverse centinaia di lavoratori e cittadini, oltre a qualche studente, hanno sfilato per le vie di Breno, il centro più importante della Valle Camonica, chiedendo la ripresa dell’attività nei tre stabilimenti camuni di Riva Acciaio. Alla manifestazione era presente anche una delegazione dei lavoratori dell’Agfa di Manerbio in presidio da luglio contro l’ipotesi di chiusura della loro fabbrica. A sfilare con gli operai c’erano anche la Segreteria e gli operatori della Fim Cisl provinciale, e il Segretario della Cisl bresciana Francesco Diomaiuta.

manifestazione breno

IN REGIONE…

Per discutere sulle ipotesi di soluzione della vicenda dei 700 dipendenti lombardi della Riva Acciaio si è tenuto un Tavolo a Palazzo Lombardia, presenti gli assessori regionali all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Valentina Aprea, e alle Attività produttive, Ricerca e

Innovazione di Regione Lombardia, Mario Melazzini, le parti sociali, il presidente della Commissione Attività Produttive e Occupazione del Consiglio regionale e alcuni consiglieri regionali. Al termine dell’incontro è stato condiviso il testo di questo comunicato congiunto: “Nel corso dell’incontro odierno (di ieri, ndr) tra tutte le parti istituzionali e sociali coinvolte nel blocco della produzione degli stabilimenti lombardi del gruppo Riva è stato unitariamente condivisa la richiesta al Governo affinchè in tempi rapidi adotti un provvedimento urgente che consenta il ripristino delle condizioni operative ed economiche necessarie alla prosecuzione della normale attività aziendale”.

“Regione Lombardia – prosegue la Nota – garantisce altresì una sede istituzionale per la prosecuzione delle relazioni sindacali
al fine di individuare le necessarie forme di tutela dei lavoratori in questo momento di forzata sospensione delle attività produttive in stretta relazione con quanto verrà definito nell’incontro al Ministero del Lavoro giovedì 19 settembre”. L’assessore regionale Aprea, in accordo con l’assessore Melazzini, ha comunicato l’esito dell’incontro al Presidente  Maroni che ha garantito si farà portavoce di queste istanze al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta.

LA MANIFESTAZIONE 

Il corteo è poi tornato nel piazzale del municipio dove il Sindaco di Breno, Sandro Farisoglio, è intervenuto dal palco portando, anche a nome dei sindaci presenti, la solidarietà dei Comuni ai lavoratori di Riva Acciaio di Sellero, Cerveno e Malegno. Hanno poi preso la parola il Segretario generale della Fiom comprensoriale Franco Ballerini e il Segretario generale della Fim Cisl provinciale Laura Valgiovio. Entrambi hanno ribadito che quella dei Riva è una ritorsione inaccettabile, conseguenza del braccio di ferro con la magistratura sull’Ilva di Taranto; hanno anche sottolineato che la decisione dei giudici di mettere sotto sequestro i beni della proprietà del gruppo industriale finisce per far pagare ai lavoratori le colpe dei Riva. Il sindacato chiede al Governo un intervento urgentissimo per evitare la perdita degli ordinativi e conseguentemente del lavoro nelle fabbriche che niente hanno a che vedere con i reati ipotizzati per gli impianti Riva di Taranto.

LE INDAGINI

Nelle ricostruzioni della Procura di Taranto, secondo cui il provvedimento di sequestro non impedirebbe l’uso degli impianti, Riva Acciaio precisa che “tali dichiarazioni non trovano purtroppo riscontro nel provvedimento del Gip di Taranto di cui ha ricevuto notifica il 9 settembre 2013 – si legge in una nota -. Tale provvedimento sottrae infatti alla disponibilità di Riva Acciaio tutti i beni, senza disporre alcuna facoltà d’uso a beneficio dell’azienda; come è noto, in assenza di un espresso provvedimento di concessione della facoltà d’uso, il sequestro preventivo penale impedisce all’azienda ogni utilizzo, in qualsiasi modo o forma, dei beni oggetto di sequestro”. Peraltro, in conseguenza del nuovo atto di sequestro, le banche finanziatrici di Riva Acciaio, che erano tornate a riattivare i fidi, ne hanno immediatamente disposto il congelamento totale o la revoca; il blocco degli impianti e dei conti correnti impedisce alla società di svolgere, in questi giorni, non solo la normale attività produttiva, ma anche operazioni minimali, quali pagare le utenze o gli spedizionieri per la consegna dei materiali già venduti.

SEQUESTRO GIUDIZIARIO

“Si precisa altresì – si legge nella nota dell’azienda – che l’11settembre la società ha immediatamente informato il Custode Giudiziario dei beni sequestrati per avvertirlo delle conseguenze operative del sequestro sull’azienda, ma allo stato non ha ricevuto alcun riscontro né scritto né verbale – si precisa nella nota – Riva Acciaio avrà oggi incontri presso il Ministero per lo Sviluppo Economico per una valutazione della situazione di emergenza, occupazionale e produttiva, in conseguenza del sequestro”.


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