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Breno: cane ucciso alla malga Bazena, a processo padre e figlio. La versione del veterinario

venerdì, 7 ottobre 2016

Brescia – Giustizia per il cane ucciso due anni fa in una malga sopra Breno (Brescia) . Lo chiedono quattro associazioni animaliste. Oggi sono comparsi davanti ai giudici del tribunale di Brescia i due imputati, Giacomo e Domenico Romelli, padre e figlio, accusati di aver ucciso il cane “Moro” alla malga Bazena a metà luglio del 2014. Dovranno rispondere dei reati di maltrattamento e uccisione di animali.

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La prima udienza ha visto la costituzione di parte civile di quattro associazioni animaliste (Lav, Leal, Leidaa ed Enpa), e, dopo la deposizione del veterinario, è stato aggiornato al prossimo 9 dicembre. Il dibattimento proseguirà con i testimoni di accusa e difesa e con l’esame degli imputati.

Oggi è stato ascoltato dal giudice monocratico Sara Micucci il veterinario dell’allora Asl della Valle Camonica che intervenne sul luogo qualche giorno dopo l’episodio. L’indagine – come ricordato nell’aula del Palazzo di Giustizia di Brescia – è stata condotta nei dettagli dai carabinieri della Compagnia di Breno, che hanno ricostruito nei minimi particolari la vicenda.

Il primo teste è stato quindi il veterinario camuno che ha raccontato di essersi recato alla malga una decina di giorni dopo l’episodio, di aver trovato soltanto ossa e dagli esami è emerso che non c’erano fratture a gambe e vertebre.

Il giudice Sara Micucci ha quindi aggiornato l’udienza al 9 dicembre quando saranno sentiti anche gli imputati, padre e figlio, poi sarà la volta degli inquirenti e delle parti civili.


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