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Blitz anti droga: due fratelli della Valle Sabbia in carcere

domenica, 27 ottobre 2013

Barghe- Spaccio di droga e affari di famiglia. I militari dalla compagnia di Salò hanno smantellato un’impresa di famiglia che coltivava marijuana e poi la smerciavano sulla piazza locale. Una coltivazione in piena regola in un terreno di proprietà di una famiglia della Valle Sabbia. I carabinieri hanno così posto fine a quella che era una vera e propria impresa familiare gestita da due fratelli R. D., 50 anni,  e L. D., 52 anni, residenti a Mura e Barghe. Di professione facevano gli allevatori.

ATTIVITA’ ILLEGALE 

La loro base era a Posico di Mura, nel terreno e attiguo fienilebreno carabinieri di proprietà dall’anziano padre e dello zio, entrambi totalmente all’oscuro del traffico dei due 50enni. La piantagione di marijuana era all’interno di un’area recintata ben lontana da occhi indiscreti. Le piante, alte anche oltre due metri, venivano poi messe a essicare sotto il portico ed all’interno del fienile. Per preparare la marijuana allo spaccio disponevano anche di una macchina per mettere i sacchetti sotto vuoto.  I carabinieri hanno trovato oltre 900 grammi di marijuana divisa in sacchetti da 80/100 grammi, oltre a 20 grammi di hashish pure questa già suddivisa in dosi. Le venti piante appese ad essicare pesavano circa 1,6 chil. I militari hanno sequestrato due chili e mezzo di marijuana.

ALTRO BLITZ

Una seconda operazione antidroga in Trentino: i carabinieri l’hanno chiamata «White wall», ossia il muro bianco alle spalle del quale i presunti spacciatori si sentivano sicuri, al riparo da occhi indiscreti per compiere i loro affari legati allo smercio di droga. Non avevano fatto bene i conti però con i carabinieri, che pazientemente li hanno osservati per mesi, ne hanno studiato le mosse, seguito i movimenti, carpito i messaggi, fino a ricostruire una importante rete di spaccio fra la Rotaliana, Bolzano e la Bassa Atesina. I carabinieri della compagni di Egna diretti dal maggiore Renzo Tovazzi, coadiuvati dalle unità cinofile di Laives, hanno arrestato tre persone: un albanese di 37 anni, Shkelzen Boja e un marocchino di 25 anni, Fouad Selloum residenti a San Michele all’Adige, e un italiano 30enne, residente ai Mezzolombardo che ai domiciliari.


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