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Bienno: omaggio a Luigi Ercoli, fondatore delle Fiamme Verdi “Tito Speri”

venerdì, 21 aprile 2017

Bienno – Omaggio a Luigi Ercoli, figura storica della Resistenza e fondatore delle Fiamme Verdi Bresciane “Tito Speri”. Venerdì 28 aprile alle 20.30 è in programma una serata al teatro Simoni Fè di Bienno (Brescia), promossa da Ecomuseo, Associazione Fiamme Verdi, Comunità Montana Valle Camonica e Comune di Bienno, e vedrà l’intervento di esperti e storici. La serata sarà introdotta da Roberto Ravelli Damioli, quindi ci sarà l’intervento dello storico Paolo Franco Comensoli che ricorderà la vita e le opere di Luigi Ercoli. L’artista camuno Edoardo Nonelli allestirà una mostra con sue opere su “Personaggi e Luoghi della Resistenza”. Durante la serata ci sarà la proiezione del documentario “La guerra del Grigna” tratto dal libro la neve cade sui monti di Tani Bonettini.

LA FIGURA DI LUIGI ERCOLI

omaggio a Luigi Ercoli 1Nato a Bienno il 24 settembre 1919, morto nel lager di Melk il 15 gennaio 1945, geometra, Medaglia di bronzo al valor militare alla memoria.

Appena diplomato aveva aperto uno studio tecnico, la cui attività s’interruppe dopo l’8 settembre 1943. Già impegnato nell’Azione Cattolica, il giovane geometra fu tra i promotori della Resistenza in Valle Camonica. Dopo aver cominciato con l’organizzare il passaggio in Svizzera di ex prigionieri alleati e di ebrei, Ercoli assunse il comando della Brigata Fiamme Verdi “Tito Speri”, operante nella zona di Monte Bazena. Trasferitosi a Brescia su disposizione del Comando divisionale, Ercoli divenne responsabile del servizio di informazioni e dell’intendenza della Divisione, curando la diffusione del giornale clandestino Il ribelle.

Catturato nella casa del professor Costantino Coccoli, (per delazione, come ha sempre sostenuto la maestra Angela Tomasi, che fu giovane e audace staffetta partigiana delle “Fiamme Verdi” e che è mancata nel 2005 ad Edolo, all’età di 86 anni), Luigi Ercoli fu rinchiuso dalle SS nelle carceri giudiziarie di Brescia.

Era il 30 settembre 1944. Per quasi due mesi, il giovane comandante partigiano fu sottoposto ad estenuanti interrogatori e ad atroci torture, senza che i nazifascisti riuscissero a strappargli notizie sulle formazioni partigiane operanti nelle vallate bresciane e della Bergamasca. Quando, il 21 novembre, Ercoli fu tradotto nel campo di concentramento di Bolzano era, fisicamente, in condizioni pietose. Deportato nel lager di Mauthausen e di qui in quello di Melk, vi morì di fame e di freddo.  Bienno paese natale di Luigi Ercoli gli ha intitolato una strada.


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