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Esine: no alla centralina idroelettrica sui torrenti Grigna e Resio, raccolte 6mila firme. Petizione al presidente della Provincia di Brescia

giovedì, 15 ottobre 2015

Esine – Prosegue la petizione popolare per fermare la realizzazione della centralina idroelettrica lungo i torrenti Grigna e Resio. Sono state raccolte più di 6mila firme e una petizione verrà consegnata al presidente della Provincia di Brescia, Pierluigi Mottinelli, che nel frattempo ha già preso in visione le lettere d’intenti delle associazioni ambientaliste sull’argomento.

I risultati della raccolta firme sono stati resi noti oggi a Esine dai responsabili del comitato “Amici del Torrente Grigna” e quindi hanno detto no alla costruzione di una centralina idroelettrica lungo il corso d’acqua da parte della società InBre Spa.
Elena Tomera e Alessandro Federici  si sono detti soddisfatti delle adesioni all’iniziativa, mentre il rammarico è per il silenzio della Comunità Montana. Le firme raccolte verranno ora sottoposte all’attenzione del presidente della Provincia di Brescia Pierluigi Mottinelli ed arricchiscono il fronte del no già molto largo: hanno preso posizione infatti anche le associazioni non solo di Esine, come i pescatori, la Pro Loco, gli alpini e gli Amici di San Glisente, ma anche le associazioni della Valle Camonica come Il comitato Centraline idroelettriche, il Cai, Legambiente, Italia Nostra e altre associazioni di pescatori. Capofila del fronte del no il Comune di Esine.

Il torrente Grigna è al centro di un progetto idroelettrico che vede le associazioni camune riunite nel Comitato centraline. Il torrente ha creato per secoli ricchezza al territorio dell’intera Valgrigna. Poi, dall’inizio del Novecento l’acqua è diventata preziosa anche per lBiennoa produzione di energia elettrica, mentre dagli anni Sessanta, con l’avvento della siderurgia pesante, le vecchie officine hanno chiuso.

Oltre che con la petizione popolare, interrogazioni e mozioni hanno evidenziato il timore del ‘prosciugamento’ per effetto della captazione (di 275 litri al secondo), e come risposta il Comune ha attivato la procedura di Valutazione di impatto ambientale perché Arpa, Asl, Sovrintendenza e Comunità montana potessero esprimere un parere.


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