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Bienno, il rientro in paese e la cerimonia in ricordo del deportato Bortolo Zanella morto a Bardenberg

sabato, 3 ottobre 2015

Bienno – Una toccante cerimonia in mattinata – alla presenza delle autorità, delle forze militari, degli alunni delle scuole dell’obbligo e della popolazione che ha partecipato al rientro dei resti del Caporale Bortolo Zanella, nato a Bienno il 20 settembre 1917 e morto a Bardenberg, in Germania, il 9 settembre 1944, durante la prigionia.

La cerimonia è stata organizzata dal Comune di Bienno in collaborazione con l’Associazione Combattenti e Reduci. Il sindaco Massimo Maugeri aveva invitato la popolazione ad esporre le bandiere tricolori e così e stato come la partecipazione di famiglie e alunni delle scuole dell’obbZanella Bortolo 1ligo. Sulla piccola bara una corona e la scritta “Quando anelava la speranza di raggiungere in patria i propri cari moriva in Germania dopo lunga ed estenuante prigionia”.

Alla cerimonia era presente la famiglia Zanella e dopo il ritrovo in municipio per un momento di raccoglimento dove è stato ricordato Bartolo Zanella al monumento ai caduti, il corteo ha raggiunto il cimitero dove c’è stata la tumulazione (Nella foto sopra il Caporale Zanella e sotto nell’immagine concessa dall’emittente Piùvallitv la cerimonia ai monumento ai caduti).

LA STORIA 

Bortolo Zanella, Caporale della 78^ Compagnia Telegrafisti, Distaccamento Telefonisti. Posta Militare 118 (Spalato), venne fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 in Jugoslavia ed internato in Germania.

Deceduto bienno 02per mitragliamento a Bardenberg (in un documento del Vaticano risulta come luogo del decesso, forse per un errore di trascrizione, Badenburg) il 9 settembre 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Bardenberg, esumato e traslato ad Amburgo, cimitero militare italiano d’onore (Germania).

Altri tre deportati morti in Germania rientreranno a breve in Valle Camonica: si tratta di Angelo Belotti, di Cevo, morto a Dortmund il 29 gennaio 1944,  Pietro Brunelli, di Paisco Loveno, deceduto a Hildesheim (Bassa Sassonia) e di Giuseppe Mascherpa, sempre di Paisco Loveno (Brescia), deceduto e a Francoforte.


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