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Autonomie locali, Mottinelli al primo tavolo di confronto: “Valle Camonica non scorporabile da Brescia”

lunedì, 11 aprile 2016

Brescia – Alla presenza del Sottosegretario alle Riforme Istituzionali, agli Enti Locali, alle Sedi Territoriali, alla Programmazione Negoziata di Regione Lombardia Daniele Nava, si è riunito allo Ster di Brescia il primo Tavolo Istituzionale di confronto per la Riforma delle Autonomie Locali. Ai lavori hanno partecipato, fra gli altri, il presidente della Provincia di Brescia, Pierluigi Mottinelli, gli assessori regionali Viviana Beccalossi (Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo) e Mauro Parolini (Sviluppo economico), i consigliere regionali camuni, Fabio Fanetti e Donatella Martinazzoli, e i sindaci del Bresciano. tavolo confronto ster autonomie

Un tavolo di confronto necessario per sottolineare ancora una volta quanto sia complesso per grandezza, geografia e numero di abitanti il territorio della nostra Provincia – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – al fine di individuare il percorso migliore  per le Autonomie della Lombardia, ho consegnato al Sottosegretario Nava il documento, condiviso con l’ Associazione Comuni Bresciani, presentato all’Assemblea dei Sindaci, che contiene la nostra proposta: la creazione, all’interno dei propri confini, di Aree Omogenee, che costituiscono le articolazioni territoriali entro le quali promuovere lo svolgimento delle funzioni fondamentali della Provincia e le ulteriori funzioni eventualmente attribuite dalla legge regionale, e, all’esterno, la creazione di Ambiti Territoriali Ottimali Omogenei con le Province limitrofe”.

Il documento è stato spedito anche al Governatore Roberto Maroni. Nel suo intervento, il Presidente Mottinelli ha sottolineato l’importanza per il nostro territorio delle Comunità Montane, che hanno sempre dimostrato di essere punti di riferimento preziosi per i Comuni che rappresentano, in grado di erogare servizi, nella massima attenzione rispetto alle istanze che giungono dalle zone di montagna. Per questo le cinque Comunità Montane, nella proposta bresciana, formerebbero già di per sé 5 Aree Omogenee.tavolo confronto autonomie ster brescia

C’è poi Brescia con la Giunta dei Sindaci dell’hinterland -  ha proseguito il Presidente Mottinellie la Valle Camonica, area montana più importante della provincia e componente strategica della Lombardia Orientale, che non può essere scorporata dai nostri confini, ma fare parte del sistema bresciano. In quest’ottica, anche la riforma sulla Sanità va ripensata, riportando la ASST Valle Camonica – Sebino fuori dall’ATS di Montagna”.

Il Consigliere Andrea Ratti è impegnato in questo periodo con i sindaci bresciani per la definizione delle altre aree omogenee.

Protagonisti della riforma dunque i Comuni che trovano nella nuova Provincia un Ente in grado di accogliere le istanze del territorio e farle proprie, occupandosi dei problemi sovracomunali e dando vita a progetti interprovinciali.

BECCALOSSI: “NUOVE PROVINCE ASSICURINO ALMENO STESSI SERVIZI SE NON MIGLIORI”

“L’obiettivo non puo’ essere quello di trovare il nome piu’ divertente a quelle che saranno la ‘nuove province’, ma quello di garantire che i servizi e le funzioni che assicuravano le ‘vecchie province’ continuino ad essere all’altezza dei cittadini”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi, durante l’insediamento del Tavolo provinciale sulle riforme, cui ha partecipato con il sottosegretario con delega alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata Daniele Nava e l’assessore allo Sviluppo economico Mauro Parolini.

LA PECULIARITA’ BRESCIANA
Secondo Beccalossi, infatti, la situazione bresciana e’ particolarmente complessa. Con una popolazione di 1,2 milioni di abitanti e’ la provincia piu’ popolata della Lombardia dopo Milano e la piu’ estesa in assoluto. Il territorio e’ suddiviso in 206 Comuni, di cui 135 con meno di 5.000 abitanti. Unica anche l’articolazione del sistema sanitario. Le nuove Aziende sono infatti divise in Ats Brescia (comuni bresciani) e Ats Montagna (con alcuni comuni bresciani, provincia di Sondrio e alcuni Comuni della Provincia di Como).

RIFORMA SANITA’ E LEGGE CONSUMO SUOLO BASI DI PARTENZA
“Queste suddivisioni – ha spiegato Beccalossi – evidenziano la complessa situazione del territorio e, dunque, la necessita’ di avere enti intermedi. E’ una sfida complessa. E il punto di partenza non potra’ che essere l’esperienza maturata in altre partite. La riforma sanitaria in primis, ma anche la Legge 31 sul consumo di suolo”.

In quest’ottica il Piano territoriale regionale (Ptr) ha individuato 6 ambiti omogenei:

- la Bassa pianura bresciana
- la Collina e l’Alta pianura bresciana
- le Valli bresciane
- la Riviera gardesana e le morene del Garda (interprovinciale)
- il Sebino Franciacorta
- la Valle Camonica

INDIVIDUARE LIVELLI AGGREGAZIONI
“Credo che lo sforzo – ha concluso Beccalossi – debba essere quello di individuare un perimetro e le funzioni di questi Enti, individuando i livelli di aggregazione che devono pero’ avere come scopo quello di garantire almeno i servizi gia’ erogati dalle province e, se possibile, migliorarli”.

NAVA: “CONFINI SIANO DEFINITI IN BASE A FUNZIONI ASSEGNATE”

“Prima di definire i confini dei nuovi Enti di area vasta, che noi amiamo definire Cantoni, e’ necessario capire quali saranno le loro funzioni e quali i servizi che dovranno svolgere”. Lo ha ribadito anche a Brescia, durante l’insediamento del Tavolo provinciale sulle riforme, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata Daniele Nava. Ai lavori hanno partecipato, fra gli altri, anche gli assessori Viviana Beccalossi (Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo) e Mauro Parolini (Sviluppo economico).

LA PARTE ECONOMICA
In questo percorso, spicca anche la questione economica. “Se il Governo non capisce che per gestire funzioni fondamentali ci vogliono i soldi – ha chiesto Nava – di cosa stiamo parlando? E’ quindi del tutto evidente che non si puo’ andare avanti con tagli continui”. Non e’ quindi immaginabile prescindere dal confronto col Governo che, in questo percorso di riordino, dovra’ decidere non solo le funzioni di questi nuovi Enti, ma anche quale sara’ la loro soggettivita’ giuridica e forma di rappresentanza.

OBIETTIVO: SEMPLIFICARE LA VITA AI CITTADINI
Il sottosegretario ha quindi ricordato che il faro dell’azione deve essere quello di semplificare la vita dei cittadini consentendo, allo stesso tempo, di riordinare i livelli di governo risparmiando risorse pubbliche”.

RIFORMA SANITA’ E’ PUNTO DI PARTENZA
I confini dei nuovi Enti dovranno dunque tener conto di tutte queste premesse. “La ripartizione prevista dalla Legge di riordino della sanita’ – ha precisato Nava – e’ dunque un punto di partenza, non di arrivo”.

GLI STEP
Il percorso tracciato da Nava si articola in una serie di Tavoli provinciali dai quali “raccogliere le sensibilita’ del territorio e proposte concrete” e una Cabina di regia regionale dove – entro fine maggio – dovranno poi confluire gli spunti delle diverse province. A fine giugno, poi, la Regione sottoporra’ al Governo la proposta condivisa da tutto il sistema Lombardia.


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