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Aree interne: l’UniMont di Edolo fa vincere l’Oltrepo Pavese. La minoranza accusa la politica camuna

mercoledì, 29 giugno 2016

Saviore – Il tutti contro tutti continua in Valle Camonica dopo la bocciatura del progetto che avrebbe potuto vedere selezionato proprio il territorio camuno come una delle nuove aree interne lombarde. Il Pd ha lanciato accuse alla Regione e agli esponenti del Carroccio annunciando anche il ricorso in sedi legali, ieri non si è fatta attendere la risposta di Martinazzoli, Caparini e Fanetti (Qui invece la graduatoria con le aree selezionate). Oggi arriva anche la nota dei rappresentanti di minoranza all’Unione dei Comuni della Valsaviore: Vittorio Moreschi (Cedegolo), Severino Damiolini (Sellero, nella foto, a sinistra), Battista Ramponi (Berzo Demo), Germano Sisti (Saviore dell’Adamello), nella quale si leggono accuse all’amministrazione camuna, incapace di presentare un progetto serio e ben organizzato. Eccola riportata di seguito.

Prendiamo atto con rammarico di quella che di fatto è una bocciatura tecnica del progetto presentato per la selezione di due nuove aree interne lombarde, che vedeva l’Unione della Valsaviore come capofila, e che avrebbe potuto portare in Valcamonica ben 19 milioni di euro.damiolini tiberti

Nella seduta plenaria del 16 maggio scorso i nostri gruppi di minoranza, anche se non erano mancate le perplessità, avevano espresso parere favorevole alla candidatura della Media Valcamonica ritenendola l’unica possibile. Perplessità politiche relativamente al  metodo che ha portato alla candidatura dell’area, ma soprattutto tecniche. In particolare la minoranza di Sellero ha criticato  l’affidamento dello studio ad un soggetto esterno alla Valcamonica (università Pisa-Camerino) quando sul territorio c’era la possibilità di appoggiarsi all’Università di Edolo, forse più qualificata per stendere un progetto di sviluppo locale per la Valle. Critica che oggi appare quantomai rilevante se consideriamo fatto che l’Area dell’Oltrepò Pavese, prima classificata in graduatoria, sia stata assistita nella stesura del suo progetto, proprio dalla nostra Unimont!

A ridosso della scadenza del bando e senza troppa convinzione, i nostri amministratori hanno messo insieme questa proposta, quasi sorpresi dalla possibilità di poter contare su tanta manna! E l’hanno pure confermato di fronte ad una assemblea convocata, come spesso accade, all’ultimo minuto, ammettendo addirittura qualche perplessità relativamente alla capacità o meno di spendere tutti quei soldi.

Le motivazioni che hanno portato la Valle ad essere candidabile al bando, così come il quinto posto ottenuto nella graduatoria, sono entrambi aspetti negativi frutto di una serie di incapacità che contraddistinguono le nostre amministrazioni: incapacità progettuale, mancanza di una visione di sviluppo, di obiettivi da perseguire e scarsità di idee e, purtroppo, sono la sintesi e il risultato del modo di agire della solita, vecchia, politica camuna“.


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