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Aree interne: il Tar Lombardia boccia il ricorso della Valsaviore. Altra beffa per la valle

martedì, 8 agosto 2017

Valsaviore – Il balletto sulle “Aree Interne” registra una nuova sconfitta per la Valle Camonica. La prima sezione del TAR Lombardia ha bocciato il ricorso dell’Unione Valsaviore, dando ragione a Regione Lombardia, Comuni di Varzi e Romagnese, che si sono costituiti in giudizio, insistendo per il rigetto del ricorso nel merito.

I Comuni componenti l’Area “Media Valle Camonica”, collocata al quinto posto, avevano impugnato gli atti della procedura selettiva di Regione Lombardia ma hanno rimediato l’ennesima figuraccia. Infatti la prima sezione del TAR Lombardia, presieduto da Angelo De Zotti, Elena Quadri, consigliere, e Mauro Gatti, consigliere estensore, ha dichiarando infondate tutte le eccezioni sollevate dagli amministratori camuni, condannando l’Unione della Valsaviore al pagamento delle spese processuali pari a 4.500, a Regione Lombardia e ai due Comuni dell’Oltrepò.

valle-camonica

La vicenda delle “Aree Interne” ha registrato un acceso confronto. Il 16 maggio 2016 tutti i gruppi dei comuni dell’Unione, anche se non erano mancate le perplessità, avevano espresso parere favorevole alla candidatura della Media Valcamonica ritenendola l’unica possibile. Lo studio era stato affidato a un soggetto esterno alla Valle Camonica (università Pisa-Camerino ndr.) quando sul territorio c’era la possibilità di appoggiarsi all’Università di Edolo, forse più qualificata per stendere un progetto di sviluppo locale per la Valle.

L’Area dell’Oltrepò Pavese, prima classificata in graduatoria, è stata invece assistita nella stesura del suo progetto, dall’Università della Montagna. Risultato: l’area dell’Oltrepò Pavese si è classificata prima, l’area Media Valle Camonica quinta.

Ora arriva la seconda beffa con la decisione del TAR e rinfocolano le polemiche tra i diversi gruppi politici.


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