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Aree interne e Valle Camonica, dibattito infuocato: Caparini, Fanetti e Martinazzoli contro il Pd

mercoledì, 29 giugno 2016

Breno – Le aree interne scatenano una polemica politica e le reazioni di amministratori, politici e gruppi, anche a livello regionale. L’attacco partito da alcuni amministratori del Pd si è scatenata la guerra e rischiano di saltare alcuni equilibri che reggono anche istituzioni importanti, ad esempio la Comunità Montana.

E’ bastato poco – una dichiarazione e qualche accusa alla Lega Nord sulle aree interne – per scatenare un putiferio. Qualche cambio d’idea inaspettata e le frecciate alla dirigenza regionale hanno fatto reagire la Lega Nord e il gruppo “Maroni presidente”, che hanno subito fatto sentire la propria voce.

ECCO LE REAZIONI

FABIO FANETTI (consigliere regionale Lista Maroni Presidente)

“Esprimo piena solidarietà a quanto dichiarato da Ugo Parolo. La Valle Camonica non ha perso alcuna occasione perché Regione Lombardia non ha stilato alcuna graduatoria, spetta al Ministero decretarla”, questa la posizione del Consigliere regionale Fabio Fanetti (Gruppo Maroni Presidente), alle dichiarazioni del consigliere regionale Corrado Tomasi sul tema delle aree interne.

Angelo Fabio Fanetti 1“E’ ingeneroso ora incolpare strumentalmente chi ha avuto la capacità di fare un passo indietro per poter candidare un’area che secondo alcuni politici valligiani “accreditati” era la più qualificata, nonostante le varie raccomandazioni e proposte, anche scritte, di alcuni Presidenti di Unioni e Sindaci di Comuni e ignorate nella loro totalità. Non spetta ai politici l’istruttoria per individuare quale sia il miglior progetto rispetto ad un altro, ma è certo che spetta alla struttura tecnica del Ministero definire la graduatoria. Ministero che ha a disposizione quaranta punti da assegnare ad ogni progetto, in funzione della bontà degli stessi - ha spiegato Fanetti – . Seppur la scelta per il Consulente per la progettazione del progetto sia assolutamente legittima, mi rammarico che la Valle non abbia saputo valorizzare risorse presenti sul territorio quali l’Università della Montagna. E’ proprio vero che “Nemo propheta in patria!””.

“Incolpare Regione Lombardia, così come si legge dalle dichiarazioni del collega Tomasi, di aver modificato i parametri rispetto al Ministero è assolutamente scorretto. Anche altre Regioni hanno applicato criteri correttivi sulla base delle peculiarità della propria area, proprio per poter identificare al meglio il territorio rappresentato. Mi preme evidenziare che la partita non è chiusa ma è ancora da giocare e che dipenderà soltanto dalla bontà e dai contenuti del progetto presentato. Pertanto se vi sono delle colpe, esse vanno indirizzate altrove, non certo a Regione Lombardia e in particolare all’onorevole Caparini, che ha sempre lavorato per il bene del territorio camuno. Per quanto riguarda, in ultimo, la Riforma Sanitaria è bene ricordare che il fulcro della legge 23 è l’aver riconosciuto e identificato la montagna come realtà a sé e da tutelare, tanto che se così non fosse ora la Valle non avrebbe potuto vedere i propri presidi ospedalieri salvaguardati e mantenuti autonomi bensì avrebbe assistito all’accorpamento degli stessi in ambiti di milioni di abitanti. L’ASST di Valle Camonica opera indipendentemente dalla Valtellina, con una propria autonomia, gestionale ed economica. Mi chiedo a questo punto – conclude Fanetti – quale sia l’obiettivo di quei politici che vogliono distruggere l’ATS della montagna. Ci si lamenta quando i politici non si occupano delle particolari situazioni presenti nel territorio montano e poi quando la montagna viene tutelata, così come sta facendo Regione Lombardia nell’ambito della Sanità, qualcuno si lamenta…ai camuni l’ardua sentenza”.

DONATELLA MARTINAZZOLI (consigliere regionale Lega Nord)

“Sono allibita per le dichiarazioni rilasciate e dai toni utilizzati dagli esponenti del PD camuno”,  afferma Donatella Martinazzoli, consigliere regionale della Lega Nord.

“Se chi adesso lancia accuse infondate – continua – avesse partecipato all’incontro da me organizzato il 26 febbraio scorso all’Incubatore di Cividate e aperto agli amministratori locali ed agli stakeholders del territorio, che ha visto la presenza del dottor Alessandro Nardo, Dirigente Programmazione e Progetti integrati per lo Sviluppo delle Aree Montane di Regione Lombardia, impegnato nell’attuazione della prima e sperimentale fase della “Strategia Nazionale Aree Interne” in Alta Valtellina e Valchiavenna, forse avrebbe capito che per portare a casa il risultato non bastava sedersi ed aspettare Godot, ma bisognava lavorare sodo coinvolgendo il territorio; solo il 40% del punteggio infatti è stato assegnato in base alle caratteristiche dell’area, il restante 60% è progettualità e partenariato.

Nella stesura del progetto invece il territorio non è stato tenuto in considerazione e gli stakeholders non sono stati coinvolti, anzi, si è andati in direzione contraria a qualsiasi principio di sviluppo sostenibile e si è preferito addirittura scegliere dei consulenti esterni non solo alla valle ma anche alla Lombardia stessa e che hanno dimostrato di non conoscere il nostro territorio. Una scelta alquanto bizzarra da parte di chi si autoproclama paladino della Valcamonica.

Inoltre l’aver presentato un ricorso sulle regole prima ancora di sapere l’esito della selezione dimostra solo che si trattava di una manovra strumentale, messa in atto con la consapevolezza di non essere stati in grado di presentare una proposta adeguata, forse perché troppo impegnati in questi mesi a discutere, manuale Cencelli alla mano, su come spartirsi le risorse.

Il bando parlava chiaro fin dall’inizio - conclude Martinazzoli – se vogliamo trovare delle responsabilità quindi non dobbiamo certo cercarle in Regione, ma in casa di chi, ancora una volta, ha anteposto l’interesse di parte all’interesse della Valle.”

ONOREVOLE DOVIDE CAPARINI (Lega Nord): “IL FATTO CHE IL PD CRITICHI LA LEGA PER NON AVER TRUCCATO IL BANDO SI COMMENTA DA SOLO…”

“Il PD camuno era ben consapevole di come il progetto elaborato fosse scadente; non si spiegherebbe altrimenti il fatto che abbiano deciso di presentare il ricorso (nella foto a lato la delibera), non solo prima che Regione Lombardia stilasse la graduatoria, ma addirittura prima di presentare il progetto medesimo (la delibera di giunta con l’autorizzazione a ricorrere (nella foto) è stata infatti adottata il 16 maggio contestualmente all’approvazione del progetto che è stato presentato in regione quattro giorni dopo).

verbale delibera unione

Il fatto poi che il PD critichi la Lega per non aver truccato il bando si commenta da solo… a buon intenditor poche parole.  Ora la palla passa al ministero tutto a guida PD, vedremo cosa decideranno i loro santi in Paradiso.” Così l’onorevole Davide Caparini, intervenuto sulla vicenda.


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