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Aree interne, Damiolini: “Convergere su un unico progetto per il rilancio della Valle Camonica”

venerdì, 4 marzo 2016

Sellero – Si accende il dibattito politico sulla questione delle Aree Interne in Lombardia: coinvolta anche la Valle Camonica. Sul tema interviene il Consigliere del Comune di Sellero e dell’Unione dei Comuni della Valsaviore, Severino Damiolini (nella foto, a sinistra).damiolini tiberti

Le sue parole: “Sto seguendo con attenzione, e non senza una certa preoccupazione, il dibattito creatosi in Valle Camonica attorno alla questione della “Aree Interne” e soprattutto l’eccessiva frammentazione tra i vari soggetti istituzionali chiamati a presentare le candidature. Una frammentazione che sembrerebbe destinata a portare alla candidatura di due o addirittura tre “aree interne” camune, situazione che, numeri alla mano, configurerebbe il rischio concreto che alla Valle non ne venga assegnata nemmeno una, facendo così perdere al nostro territorio milioni di euro. Bene ha fatto quindi il consigliere regionale Donatella Martinazzoli, da settimane in prima linea sul tema, a sottolineare la necessità di “portare un progetto congruo sostenibile e realizzabile; un progetto in grado di coinvolgere tutto il territorio generando per la popolazione che lo abita un vero e reale sviluppo socio economico”.

A mio avviso gli amministratori camuni, se vogliono veramente e con certezza portare a casa un risultato per i loro cittadini, non possono prescindere dalla candidatura di un’unica area interna su cui far convergere gli sforzi di tutti gli attori in campo. Un’area che, sempre dati alla mano, non può che essere individuata nella zona della Media Valcamonica, un territorio che sebbene possa contare su di un patrimonio naturalistico, agro-silvo-pastorale, culturale unico al mondo, continua ad impoverirsi sia in termini economici (centinaia sono le aziende chiuse e i posti di lavoro persi in pochi anni) che in termini di servizi al cittadino, tanto da essere classificata da Regione Lombardia come area interamente “ultra periferica”.

La Valcamonica, ed in questo caso soprattutto la Media Valcamonica, ha bisogno però di amministratori lungimiranti, che sappiano uscire dalla sudditanza nei confronti dei “soliti noti” interessati solamente ad elargire “marchette di partito” (tutti ricorderanno le decine di migliaia di euro gettate dagli enti comprensoriali nel per commissionare improbabili e inutili studi sullo sviluppo locale sia nel 2011 a Nomisma, la società bolognese di Romano Prodi, sia nel 2013 all’Università di Pisa e Camerino che annovera docenti di dichiarata area PD), amministratori che smettano finalmente di accontentarsi delle briciole che cadono dal tavolo del padrone, che sappiano guardare oltre l’orizzonte politico fissato dal loro mandato elettorale, che sappiano abbandonare la logica della mera ricerca del consenso personale e che sappiano finalmente mettere in campo progettualità e programmazione sul medio lungo periodo, coinvolgendo tutti gli attori interessati a livello locale, sia pubblici che privati, per costruire un unico grande e, perché no, ambizioso progetto che possa rilanciare il cuore della nostra Valle, con ovvie ricadute positive anche sul resto del territorio camuno“.


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