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Aprica: la riscoperta del sentiero Frassati da Sant’Antonio di Corteno al Palabione

domenica, 13 novembre 2016

Aprica - Ecco L’Italia dei Sentieri Frassati. Il CAI ha pubblicato un volume di grande formato dedicato alla rete dei sentieri realizzati in ogni Regione d’Italia a partire dal 1996 e dedicati a Pier Giorgio Frassati, alpinista e beato della chiesa cattolica: sono 22 gli itinerari descritti, commentati e corredati da cartine e immagini

Anche il Sentiero Pier Giorgio Frassati della Lombardia, realizzato nel 2008 tra Sant’Antonio di Corteno Golgi (Brescia) e la chiesetta dedicata a San Carlo presso il Rifugio CAI Valtellina al Palabione di Aprica (Sondrio), è tra i ventidue, selezionatissimi, percorsi montani della Bellezza e della Fede che compongono un volume appena stampato. Si tratta del magnifico L’Italia dei Sentieri Frassati, edito sotto l’egida del CAI centrale.

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Va ricordato, per quanto riguarda Aprica, che l’idea dell’iniziativa lombarda venne proposta durante un convegno al rifugio Valtellina nel 2007 dall’ex presidente CAI Roberto De Martin (nativo di Corteno) all’allora  parroco di Aprica, don Augusto Azzalini, al presidente CAI Aprica del momento Luigino Negri, all’assessore Dino Negri e al gestore del rifugio Franco Plona, i quali lo accolsero con entusiasmo e si prodigarono per definirne il tracciato, coinvolgendo gli omologhi rappresentanti cortenesi. L’inaugurazione, alla presenza di delegazioni da molte parti d’Italia, fu celebrata il 24 agosto 2008. Era il 14° della serie.

Il primo Sentiero Frassati venne inaugurato in Campania nel giugno 1996. L’idea è quella espressa da Antonello Sica, curatore della guida: “Un sentiero di particolare interesse naturalistico, storico e religioso da intitolare al giovane torinese che “amava la montagna e la sentiva come una cosa grande, un mezzo di elevazione dello spirito, una palestra dove si tempra l’anima e il corpo”.

Quell’idea ha camminato molto grazie al lavoro dei soci CAI e di altre associazioni come la Giovane Montagna e L’Azione Cattolica: nell’agosto 2012 è stato inaugurato in Alto Adige il ventiduesimo ed ultimo Sentiero Frassati d’Italia, uno per ciascuna regione e provincia autonoma d’Italia e uno a rappresentare l’Italia in una possibile, futura rete internazionale.

Nella sua introduzione, l’altro curatore del volume, Dante Colli, prova a spiegare il successo di questo progetto: “una sorprendente fioritura dei pellegrinaggi, ma anche di un turismo mosso dall’attrazione per il paesaggio e l’arte, dalla bellezza lenta del camminare, dalla rivincita del silenzio e della dimensione spirituale che la modernità ha soffocato”.

I 22 cammini che compongono la rete dei Sentieri Frassati d’Italia sono descritti con dovizia di informazioni, non solo sull’itinerario in sé (percorso, cartine dettagliate, possibili varianti), ma soffermandosi anche sul territorio, la cultura e l’umanità che il sentiero attraversa.

Si compone così un mosaico di luoghi, paesaggi, personaggi e incontri che solo l’andamento lento del camminare, con l’ausilio di questa ampia guida, permette di cogliere ed apprezzare in tutta la sua varietà e ricchezza.

Il volume L’Italia dei sentieri Frassati è composto da 288 pagine; è corredato da cartine e da oltre 500 fotografie a colori. Il prezzo di vendita è di 30 euro per i soci CAI e di 35 per i non soci.

I CURATORI
Antonello Sica, ideatore dei Sentieri Frassati, è nato a Sala Consilina (SA) nel 1959. È socio del Club Alpino Italiano e della Giovane Montagna, e socio accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. Per il CAI ha curato: Il “Sentiero Frassati” della Campania (Laruffa, 1996) e Itinerari Salernitani. I sentieri dello Spirito (Electa Napoli, 2000). È tra gli autori di Greenways in Italia. Scoprire le nostre strade verdi (De Agostini, 2003) e, sempre su questi temi, ha collaborato alla realizzazione di Le ferrovie delle meraviglie. L’Italia dei binari dimenticati (Ediciclo, 2012). Sui “Sentieri Frassati” ha in precedenza curato il tascabile In cammino sui Sentieri Frassati. Guida ai percorsi regione per regione (Ave, 2010).

Dante Colli (1935) vive a Carpi. Buon conoscitore del mondo dolomitico, vi ha compiuto più di mille scalate, tra cui un centinaio di vie nuove e varianti. Ha pubblicato numerose guide alpinistiche ed escursionistiche, la biografia di Georg Winkler, la Storia dell’alpinismo fassano, il volume Sassolungo e numerose altre monografie: Hans Dülfer, Guido Tanesini, Re Alberto del Belgio, Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta. È presidente del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna ed è stato presidente della Commissione Centrale Pubblicazioni del CAI.

La cartografia è stata curata da Albano Marcarini, presentazione del Presidente generale del CAI, Vincenzo Torti, con prefazione di Jas Gawronski.


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