QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Aprica, Cardinal Giovan Battista Re ha tenuto una conferenza raccontando la sua vita accanto ai santi

martedì, 5 agosto 2014

Aprica- Non solo i due papi “seminatori di speranza” Roncalli e Wojtyla, ma anche Paolo VI e Francesco, senza dimenticare Luciani e Ratzinger. È di eccezionale qualità, intensità e grandezza l’’esperienza del cardinal Giovanni Battista Re, da Borno-Valcamonica, a contatto coi massimi rappresentanti della Chiesa degli ultimi cinquant’’anni.cardinal re

Se ai tempi del papa buono Giovanni XXIII era ancora studente universitario a Roma ed ebbe con il protagonista del Concilio Vaticano II contatti sporadici e “da lontano”, ben diversa è la storia del porporato camuno con Paolo VI e soprattutto con Giovanni Paolo II. Già segretario del sostituto della Segreteria di Sato mons. Benelli all’’epoca di Montini, la collaborazione con il papa polacco, che lo volle prima vescovo e poi cardinale, fu continuativa per gli oltre ventisei anni del suo lungo pontificato.

Accompagnato dal parroco di Darfo Boario Terme Don Giuseppe Maffi, tramite il quale il vicesindaco Bruno Corvi era entrato in contatto con lui tempo addietro e aveva avuto la brillante idea dell’’incontro pubblico di ieri sera, il cardinal Re è apparso in gran forma e ha dispensato storia, aneddoti e alla fine strette di mano e sorrisi con molti dei numerosi fedeli convenuti presso il santuario di Maria Ausiliatrice per udirlo.

Moderato  da Francesco Gheza, ospite gradito del custode di casa Don Augusto Azzalini, l’’augusto porporato ha tenuto una conferenza dal titolo Il segreto del fascino dei due papi santi. A inizio cerimonia gli ha portato il benvenuto e i saluti, a nome dell’’Amministrazione comunale e della popolazione, il sindaco Carla Cioccarelli, che non ha voluto mancare per la seconda volta in pochi giorni ad un evento presso il santuario aprichese.

Il sindaco e presidente BIM Adda, attiva protagonista della politica provinciale, si è detta particolarmente lieta per la devozione che accomuna gran parte degli Aprichesi, includendo implicitamente sé stessa e il vice Corvi. Presenti accanto al primo cittadino aprichese anche quello di Corteno Golgi Martinotta, il viceprefetto di Sondrio Angeri e i parroci di Teglio, Corteno Golgi, Trigolo (CR).

Parlando di San Giovanni XXIII, bergamasco praticamente conterraneo, ne ha tracciato sinteticamente le virtù umane: bontà, ottimismo, coraggio, saggezza; le stesse che gli hanno consentito di intraprendere con sublime levità l’’impegno di un Concilio. Non è mancata la citazione del famoso Discorso della luna.

Molto più ricca la narrazione relativa a San Giovanni Paolo II, che volle Re accanto a sé praticamente dall’inizio. ““È stato il leader morale più importante del suo tempo. E la prima caratteristica del suo pontificato, il suo movente primario, sono stati religiosi, non politici o altro.” Il famoso “Non abbiate paura, aprite le porte a Cristo”, pronunciato all’’inizio del suo pontificato, è stato il motivo ispiratore di tutta la sua opera”, ha precisato Re.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136