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Anche il gruppo lombardo della Lega Nord firma la petizione per l’autonomia della Valle Camonica. Martinazzoli: “Occasione irripetibile”

mercoledì, 27 maggio 2015

Edolo – “Anche il gruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, tramite il Capogruppo Massimiliano Romeo, ha sottoscritto la petizione online indirizzata al Governo Renzi lanciata nei giorni scorsi dall’onorevole Davide Caparini e finalizzata a richiedere maggiore autonomia e maggiori risorse per la Valcamonica e per tutti i territori di montagna”. Lo annuncia il Consigliere Regionale del Carroccio Donatella Martinazzoli, promotrice dell’iniziativa insieme al parlamentare camuno.martinazzoli 1

Tra i sottoscrittori, oltre a numerosi altri consiglieri regionali, anche l’Assessore all’agricoltura Gianni Fava che ha evidenziato la necessità di “garantire autonomia e identità alla nostra montagna per la sua sopravvivenza” ed il Sottosegretario Ugo Parolo, secondo cui “la montagna ha il diritto di poter compartecipare alla gestione delle proprie risorse. Come avviene nelle province autonome e negli altri territori montani europei”.

“Regione Lombardia – continua Martinazzoli – al contrario del Governo Renzi, sta dimostrando un’attenzione particolare verso le aree interamente montane come la Valcamonica. E’ infatti intenzione del Presidente Maroni capire come la Lombardia, il cui 47 per cento del territorio è montano, possa dare risposte alla montagna, all’economia della montagna e a chi vive in montagna. Per noi camuni l’occasione è irripetibile perché a livello nazionale sono in corso cambiamenti degli assetti istituzionali che aprono nuovi orizzonti, ed avere al governo della Lombardia un presidente che crede nell’autonomia dei territori, che conosce e apprezza la Valle Camonica, è sicuramente un valore aggiunto”.

“Purtroppo – conclude l’esponente del carroccio – il cammino non sarà facile perché ogni giorno dobbiamo confrontarci con il governo più centralista e nemico delle autonomie che questo paese abbia mai conosciuto. Un governo che sta riportando sotto il controllo dello stato centrale molte delle competenze, e delle già scarse risorse, ora in capo alle regioni e agli enti locali.”


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