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Abeti rossi con chiome gialle nelle vallate trentine e lombarde. Fondazione Mach: “E’ un fatto naturale”

mercoledì, 19 agosto 2015

Val di Sole – Gli abeti in quota ingialliscono, ecco i motivi. In molte vallate trentine e lombarde, dalla Val di Sole alla Val Rendena e in quella di Pejo, per non parlare – in territorio lombardo – della Valfurva e Valle Camonica. Infatti sono apparsi in queste ultime settimane vistosi ingiallimenti delle chiome di abete rosso.

Il Servizio foreste e fauna della Provincia  di Trento e la Fondazione Edmund Mach ne spiegano i motivi. Il fenomeno è dovuto alla presenza di numerosi aghi dell’ultimo anno ingialliti e con fruttificazioni da cui fuoriescono nuvole di spore. Questa appariscente sintomatologia non è riferita a una nuova problematica, ma all’infezione di un agente funginabeti gialli Trento e Ponte di Legno1o, la ruggine (Chrysomyxa rhododendride Bary), che svolge il suo ciclo vitale tra il rododendro e l’abete rosso. Il patogeno è noto da molto tempo e la sua presenza può essere considerata “normale” nei boschi di abete rosso, in particolare ad alta quota.

La sua manifestazione sull’abete è influenzata dall’andamento meteorologico, specie dei mesi primaverili quando avviene l’infezione dei nuovi aghi e varia perciò notevolmente nelle diverse annate. Nonostante la sua appariscenza, la malattia non è considerata particolarmente dannosa: le piante colpite, sebbene perdano una parte degli aghi, non muoiono e riescono a riprendersi, continuando a vegetare tranquillamente negli anni successivi. Il fenomeno è quindi da considerarsi del tutto normale e rientrante nelle dinamiche naturali delle peccete.


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