QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

60anni sulle piste da sci per la Polizia: 360mila interventi. 15mila in questa stagione, anche a Tonale, Campiglio, Montecampione e Aprica: i dati

mercoledì, 4 maggio 2016

Trento - 343 a Madesimo, 285 a Livigno, 548 a Madonna di Campiglio, 419 al Tonale, 160 a Monte Campione, 157 ad Aprica e 315 a Pinzolo. Sono questi i numeri degli interventi del servizio di Soccorso piste da parte della Polizia di Stato in questa stagione invernale. Oltre 15mila effettuati in 58 stazioni diverse da 230 unità della Polizia di Stato impegnate tra Alpi e Appennini.

LA CERIMONIA AL TRENTO FILM FESTIVAL
Questa mattina presso la locale sede del Comune – Palazzo Geremia, Sala Falconetto, via Belenzani 20, nell’ambito della 64^ edizione di “Trento Film Festival” ed a cura del Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena, ha avuto luogo la cerimonia per il 60° del Servizio “Sicurezza e Soccorso in montagna” della Polizia di Stato.

Il Servizio “Sicurezza e Soccorso in Montagna “ della Polizia di Stato, compie quest’anno i suoi sessanta anni. Tradizionalmente, la sua nascita si fa risalire alle Olimpiadi invernali di Cortina del 1956, quando  100 Guardie di P.S. vennero  impiegate nelle attività di ordine e sicurezza pubblica, ma anche di assistenza alle gare in occasione della prestigiosa manifestazione, sulle piste da sci. La formazione del personale venne affidata, sin da allora, alla struttura che è oggi conosciuta come il Centro Addestramento Alpino della Polizia di stato di Moena (C.A.A.). Il servizio si è protratto ininterrottamente nell’arco di questi sessanta anni, con un’unica parentesi nel periodo 1976-1980. Nella fotogallery un momento della conferenza di questa mattina e i dati (andamento negli ultimi decenni e in particolare quelli relativi all’ultima stagione invernale, appena conclusa).

Le peculiari attività svolte dal personale sulle piste da sci si collocano nell’ambito del controllo del territorio con la funzione di prevenzione degli incidenti e della repressione dei reati. Il servizio, di recente regolamentato da un Decreto del Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza- viene svolto alle dirette dipendenze delle Questure di riferimento ed in particolare degli Uffici Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, sotto il coordinamento tecnico del Centro Addestramento Alpino.

L’attività, che impiega uomini e mezzi secondo un piano di anno in anno licenziato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, inizia, di norma, l’8 dicembre con l’apertura dei primi impianti e cessa soltanto alla chiusura dell’ultimo comprensorio servito. Viene svolto 7 giorni su 7 dall’orario di apertura delle piste alla chiusura giornaliera degli impianti. Le pattuglie operanti sono tenute a garantire l’efficacia del servizio gestendo, d’intesa con la Questura, la fruizione di ferie o recuperi. Qualora se ne verificasse la necessità viene sostituito con altro personale in modo da non pregiudicare la funzionalità del dispositivo. Tutto ciò comporta evidentemente uno sforzo logistico non indifferente ed un continuo coordinamento tra Questure, competenti Direzioni Centrali della Polizia di Stato  e Centro  Addestramento Alpino .

Il personale impiegato è sottoposto ad una scrupolosa formazione a cura del Centro Addestramento Alpino. Il personale dopo il superamento di una prova selettiva intesa a valutarne  le attitudini e capacità sciistiche, svolgono un corso di formazione della durata di due settimane, segue, infine, un aggiornamento annuale nel periodo immediatamente precedente l’attivazione del servizio. Il percorso formativo  prevede in sintesi l’affinamento di una serie di abilità tecnico-pratiche connesse all’operatività in montagna, l’acquisizione delle migliori prassi per la rilevazione degli incidenti, lo studio delle normative di settore. Particolare attenzione viene riservata a ciò che attiene alla salvaguardia dell’incolumità degli operatori stessi, con l’assegnazione di moderni ed idonei equipaggiamenti di protezione. Infine si punta sulla buona conoscenza delle norme di primo soccorso con un addestramento mirato alla traumatologia che comprende anche l’abilitazione all’uso del defibrillatore.

Per tale motivo il Centro Addestramento Alpino, non solo, nel corso del tempo  ha consentito l’abilitazione di un importante numero di istruttori BLSD, ma ha anche conseguito lo specifico accreditamento della Provincia di Trento per  la formazione di personale, anche esterno, all’impiego del defibrillatore

Il collante principale che caratterizza il Servizio è tuttavia la grande passione per la montagna e le discipline che vi si praticano che accomuna tutto il personale, pur a fronte di un’attività faticosa e  impegnativa tesa al massimo risultato per la collettività.

Il ruolo del C.A.A. , non si esaurisce nella fase formativa , infatti, come detto, la Scuola è responsabile del coordinamento tecnico del servizio che si attua anche attraverso un’attività di supervisione, di verifica in loco e di contatti con le società di gestione dei comprensori sciistici per la risoluzione di qualsiasi problematica dovesse nascere. Infine, il C.A.A. mantiene le sue prerogative di Centro di formazione specialistica e quindi di qualificazione e specializzazione per tutte le discipline alpine  in favore dei reparti della Polizia di Stato a più spiccata valenza operativa. Inoltre è sede del gruppo sportivo FFOO sport invernali. Anche quest’anno la componente sportiva del Centro ha portato lusinghieri risultati in campo internazionale fra cui spicca quello conseguito dall’agente scelto Federico Pellegrino vincitore della Coppa del Mondo nello sci di fondo- specialità sprint.

I DATI
Dalla sua nascita il Servizio Sicurezza e Soccorso in Montagna della Polizia di Stato ha realizzato oltre 360.000 interventi. La trascorsa stagione ha visto l’impiego di 230 operatori in 58 stazioni sciistiche su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un numero di risorse analogo allo scorso anno ma che, contando le sostituzioni resesi necessarie ha interessato quasi 250 unità.

Ben 69 unità hanno prestato servizio in 19 aree sciistiche nella provincia di Trento portando a termine 4.980 interventi. Gli interventi di soccorso realizzati in totale sono stati 15.193 in sintonia pertanto con quelli della precedente stagione (a dimostrazione del fatto che i comprensori sciistici hanno comunque avuto una stagione significativa dal punto di vista presenze nonostante le bizzarrie del tempo).

Gli interventi che hanno richiesti l’arrivo dell’elisoccorso sono stati 534;

gli interventi in valanga 12;

 le denunce ricevute 162;

le sanzioni amministrative elevate 602;(con un lieve calo )

le persone denunciate 102;

i decessi verificatisi 7 (3 per cause traumatiche e 4 per malore);

9 persone sono state soccorse con il defibrillatore e di queste 2 sono sopravvissute;

 

STAZIONI IN PROV. DI TRENTO

Soccorsi

1

Alba di Canazei (TN)

153

2

Andalo (TN)

224

3

Campitello di Fassa (TN)

157

4

Canazei (TN)

415

5

Cavalese (TN)

399

6

Folgaria (TN)

462

7

Lavarone (TN)

319

8

Madonna di Campiglio (TN)

319

9

Moena Lusia Bellamonte (TN)

540

10

Moena Passo S.Pellegrino (TN)

328

11

Pampeago (TN)

127

12

Pinzolo (TN)

315

13

Pozza di Fassa (TN)

246

14

Predazzo (TN)

117

15

San Martino di Castrozza (TN)

254

16

Vigo di Fassa (TN)

153

TOTALI

4980

 

 


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136