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lunedì, 5 settembre 2016

Per un’equa distribuzione dei richiedenti asilo a livello statale

Sanità / Sociale – La questione dei richiedenti asilo “fuori quota” è stata al cento del dibattito pubblico nei giorni scorsi. Di seguito alcuni chiarimenti dell’assessora Stocker

Al momento attuale sono circa 300 i richiedenti asilo che si trovano in Alto Adige al di fuori delle quote assegnate dallo Stato. La causa di tale situazione è il fatto che, in aggiunta ai richiedenti asilo che vengono assegnati dallo Stato, dei quali l’Alto Adige si fa notoriamente carico per il 0,9% del totale statale (al momento circa 1.000 persone), esistono persone che raggiungono spontaneamente una determinata Regione e presentano domanda di asilo. Particolarmente colpite sono le Regioni di confine del Nord, che in parte sono destinazione di persone già transitate per altri paesi europei.

“Allo Stato è stata più volte e con forza chiesta l’inclusione di queste persone nel sistema di distribuzione statale, anche da parte del Presidente della Provincia. Non appare in nessun modo logico che la distribuzione riguardi solo quanti arrivano nel Sud Italia tramite gli sbarchi, mentre non vengano distribuiti quanti arrivano per altre vie. Questa situazione non può continuare, dato che crea un evidente squilibrio a svantaggio delle Regioni di confine”, sottolinea l’assessora provinciale alle Politiche sociali Martha Stocker.

Problematica è in particolare la creazione di offerte di accoglienza per queste persone. In assenza di una distribuzione nazionale, si creano infatti effetti di attrazione che portano ancora più persone a spostarsi verso le Regioni colpite. Questo è il motivo per cui la Provincia di Bolzano è sempre stata molto prudente nel creare offerte di accoglienza per queste persone, nonostante le critiche per questo ricevute da alcune organizzazioni.

Nel quadro della discussione di questi giorni è emersa anche la questione della disponibilità dell’immobile messo gratuitamente a disposizione dall’imprenditore Hellmuth Frasnelli a Bolzano. I ritardi nell’apertura della struttura sono da ricondurre alla necessità di rispettare le norme di sicurezza in materia strutturale e di prevenzione incendi, che richiedono alcuni lavori di adattamento. “Le norme statali in merito ci paiono a dire il vero a volte sproporzionate, ma è un dato di fatto, che i gestori siano prudenti in merito. Purtroppo, in caso di problemi, spesso conta più il diritto che la ragionevolezza. Particolarmente onerose sono le misure per strutture che ospitano più di 25 persone. Comunque anche in relazione a questo abbiamo avanzato delle proposte di semplificazione al governo centrale”, conclude l’assessora Stocker.

 

LAGO MORO: depurazione e… lago più pulito di Lombardia !

Anche il bellissimo lago Moro ha avuto la sua operazione «acque pulite» ed ora, dopo l’intervento di sistemazione e messa in sicurezza del depuratore di Anfurro, realizzata nei mesi scorsi dal comune di Angolo Terme, ora tocca a Darfo Boario Terme dove con un investimento di circa 80mila euro,l’Amministrazione comunale provvederà a creare un impianto di fitodepurazione sotto all’invaso che consentirà di collettare le fognature di Capo di Lago e convogliare con il «troppo pieno» del lago (cioè l’acqua in eccesso) che viene riversata verso Corna, e poi nel fiume Oglio e che verrà filtrata e depurata grazie ad un sistema misto di sabbia, ghiaia e piante e così sarà garantito che tutta l’acqua in ingresso e in uscita dal Lago Moro sarà depurata. I lavori prevedono anche la regimazione delle fognature dei servizi igienici pubblici e delle abitazioni. Per eseguire questi lavori circa 20mila euro sono stanziati dalla Regione gli altri dallo stesso Comune. L’impianto verrà collocato sotto il parcheggio adiacente alla chiesetta e raccoglierà sia le fognature sia «l’acqua in eccesso» del Lago Moro chiudendo dunque il lungo periodo di scarichi abusivi anche se i dati pubblicati anche recentemente dell’Ast confermano che non vi è, su tutto il territorio lombardo, un altro lago aperto alla balneabilità così pulito e dunque si è addirittura sulla soglia della potabilità diretta. Un altro intervento a margine del lago riguarda il sentiero che, dalla frazione di Gorzone, porta a Capo di Lago: gli operai del consorzio forestale di Bassa Valle Camonica hanno messo in sicurezza una parte del tracciato con la posa di alcune staccionate nel tratto iniziale del percorso che comincia nel centro storico di Gorzone. Al di là della passerella che attraversa il torrente Dezzo, è stato completamente rifatto il selciato e il costo complessivo dell’operazione è stato previsto in circa 20mila euro, finanziati dalla Comunità montana di Valle Camonica e il cantiere si chiuderà a breve.

PONTE DI LEGNO: nuove strutture: ponte, palazzo Comunale e spazi
A Ponte di Legno dopo un intervento durato diversi mesi, gli immobili delle ex scuole elementari e dell’ex asilo Regina Elena, che occupano 2.500 m² in centro, sono stati completamente ristrutturati ed avranno un cambio di destinazione dato che non saranno gli alunni e insegnanti ma dipendenti comunali, amministratori e cittadini ad entrare nella struttura rimodernata. Le ex scuole diverranno infatti sede del nuovo Municipio, mentre l’ex asilo ospiterà l’Unione dei Comuni alta Valle e altre attività pubbliche. Se le opere interne sono state completate, partiranno a breve quelle di sistemazione degli spazi esterni, lavori destinati a far cambia- re aspetto all’area, realizzando un nuovo giardino pubblico con spazi verdi lungo il fiume Oglio. Sono già stati riorganizzati anche i sottoservizi, per eliminare le linee aeree di forniture di servizi. Nel nuovo parco saranno ricollocati alcuni monumenti anche per fare memoria del bombardamento di Ponte del 27 settembre 1917, quando l’esercito austriaco distrusse completamente il paese mentre sotto il portico del nuovo Comune saranno posate le lapidi dei caduti delle due guerre, e nel giardino il monumento ai Caduti di tutte le guerre realizzato dal Calvelli e quello della ricostruzione di Ponte del Ferrari. Sarà sostituito anche il caratteristico ponte in legno, perché taglia in due il parco, con l’intenzione è di unificare l’area per creare un unico spazio verde. Sarà posata una struttura meno lunga e più pianeggiante e collegherà il centro storico con il nuovo piazzale e il parcheggio Europa. Nello stabile dell’attuale municipio dovrebbero invece essere realizzate le «Therme di Ponte di Legno»… ma di questo ne riparleremo in futuro.


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